15 giu 2026

Reimigrazione al contrario

Quando si parla di immigrazione, la soluzione proposta da alcuni sembra semplice: "Rimandiamo tutti a casa loro". Ma proviamo a fare un gioco e a ribaltare la prospettiva. Se decidiamo che questa regola è valida, allora dobbiamo accettare anche il rovescio della medaglia: se l'Europa rimanda indietro gli immigrati di oggi, allora il resto del mondo ha il diritto di rispedire in Europa tutti i cittadini che hanno antenati europei.

Se guardiamo la questione da questo punto di vista, ci accorgiamo che l'idea crolla nel giro di un secondo, perché si trasformerebbe in un gigantesco boomerang, specialmente per l'Italia.

 

Per secoli siamo stati noi europei a invadere il mondo. Abbiamo colonizzato terre, cambiato culture e spostato milioni di persone. Nel 1914 l'Europa controllava l'85% del pianeta. Se oggi il resto del mondo decidesse di applicare la stessa logica e dirci "riprendetevi i vostri", l'Italia si troverebbe nel caos più totale.

Dovremmo accogliere all'improvviso tra i 60 e gli 80 milioni di persone. Sono i discendenti dei nostri emigrati (figli, nipoti e bisnipoti) a cui si aggiungerebbero i milioni di italiani che oggi vivono all'estero. Nazioni intere si svuoterebbero dall'oggi al domani: l'Argentina perderebbe più della metà della sua popolazione, l'Uruguay quasi la metà, e colossi come il Brasile e gli Stati Uniti vedrebbero partire decine di milioni di persone.
 
La reimigrazionne per l'Italia sarebbe un'onda incontenibile

 

Per tutte queste persone, l'Italia non è "casa". È solo il Paese dei nonni. La differenza è sintetizzata dal concetto di "Patria" contro il concetto di "Heimat": 

La Patria è la terra dei padri, definita da confini, leggi, doveri civici e simboli nazionali come la bandiera. È rigida, esclusiva e legata allo Stato.

La Heimat è invece il "luogo dell’anima": una dimensione intima, sensoriale e geografica, legata ai profumi dell'infanzia, alla sicurezza e ai ricordi.

Per i nipoti e bisnipoti l'Italia non è casa ma solo il paese dei Nonni 

 
Se spingiamo questo cambio di prospettiva fino all'estremo, Paesi interi come gli Stati Uniti, il Canada o l'Australia dovrebbero essere praticamente svuotati. La maggioranza dei loro abitanti ha origini europee e dovrebbe tornare qui, lasciando quelle terre ai popoli nativi che un tempo abbiamo scacciato. 
 
Quanto ci piacerebbe rivedere i Sioux ripercorrere a piedi senza cavalli (reimigrati pure loro) lungo le sconfinate pianure americane liberate da gente che parla inglese, tedesco, francese, russo, italiano, cinese, giapponese, svedese, irlandese, ecc...)

 

Ecco perché questo cambio di prospettiva è utile: ci aiuta a capire che la storia del mondo è un intreccio impossibile da dipanare. Pretendere di cancellare i flussi migratori di oggi ignorando quelli di ieri non è solo ingiusto, ma è un'ipotesi del tutto fuori dalla realtà. 

 


 

 

 

 

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