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4 giu 2026

Bosco di Policoro: Architettura del paesaggio

Oggi possiamo ancora visitare un lembo residuo della foresta planiziale del Metapontino al bosco di Policoro.

La bonifica del Metapontino pianificata nel 1882 e finanziata nel 1904, divenne operativa a Policoro nel 1934 con la realizzazione di canali e idrovore. 

 

Negli anni '50, la Riforma Fondiaria causò un massiccio disboscamento per creare poderi, introducendo eucalipti per drenare i suoli. Tale processo ha ridotto la foresta del 73%: dai 1.672 ettari del 1954 ai soli 446 del 1998, lasciando oggi solo un prezioso relitto dell'antico ecosistema.

22 dic 2024

Il Pollino più "romano" di Roma

Ho trovato questa mappa sul web su uno dei tanti siti che parlano di storia.
Mappa da Reddit

La mappa è molto interessante. Si tratta dei domini dell'Impero Romano con una colorazione particolare.

16 mag 2024

In Basilicata in camper

La Lucania, con i suoi paesaggi mozzafiato e le radici antiche, è al centro di una miniserie curata da Armando Costantino e Melony Candea. 
Il Camper nei calanchi


26 mar 2024

I libri di scuola senza Dolcedorme

Quando si sfoglia un libro scolastico è sempre un piacere scoprire qualcosa che mi "appartiene". In questo caso con piacere leggo di due vette vicine casa: Il Monte Sirino e il Pollino... ma ovviamente resto deluso dalla superficialità con cu si parla della mia terra e non è la prima volta che mi capita.

Trova l'errore

Ci sono due casi "cattiva informazione"...

23 gen 2023

7 Escursioni in Basilicata da non perdere

Benvenuti in Basilicata, terra di montagne e di natura incontaminata! Da noi troverete l'incredibile bellezza della natura e una storia ricca di tradizioni. 

Escursioni nel cuore della Basilicata

 Se hai una settimana di tempo e vuoi conoscere la Basilicata queste sono 7 escursioni fondamentali.


22 ott 2021

Serra Dolcedorme 2267

La vetta più alta del Parco Nazionale del Pollino

La vetta più alta della Calabria

La vetta più alta dell'Appennino Meridionale

La Serra Dolcedorme ed Io

28 mar 2020

Autori lucani da conoscere

Spesso accompagnando turisti in Basilicata, inevitabilmente si parla di Carlo Levi, della sua toccante esperienza al confino forzato dal regime fascista ad Aliano e del suo libro "Cristo si è fermato a Eboli". Carlo Levi quando morì si fece seppellire ad Aliano: con questo gesto estremo suggello con la nostra terra un legame oltre la vita, un dono infinito dai risvolti ancora non completamente compresi.
Ma Carlo Levi non era lucano, e la sua stella rischia di nascondere il genio di alcuni autori nati in Basilicata che meritano invece di essere conosciuti.

Rocco Scotellaro in un ritratto di Carlo Levi: Museo Lanfranchi - Matera

11 apr 2019

La Sinnica Road di Guendalina Armenti

I LOVE SINNICA ROAD!

 La strada dell'acqua, 
delle streghe, 
dei poeti e delle poetesse
la strada delle dune e dei boschi, 
dei gialli accecanti d'autunno e dei verdi abbaglianti di primavera...
I calanchi del Sinni dalla "Sinnica"

9 gen 2018

L'essenza della Basilicata: Pollino e Matera

Dai paesaggi alpini del Pollino con i Pini Loricati millenari e le faggete vetuste, attraversando le colline calanchive e aride del Materano fino alla splendida Citta dei Sassi guidati da Giuseppe Cosenza.

19 apr 2017

Come raggiungere Melfi

Melfi oltre ad essere una bella città che merita visitare è anche un buon punto di partenza per visitare tutta la Basilicata da Nord a Sud. Scendendo verso sud incontrerete le Dolomiti Lucane, potrete spostarvi su Matera o proseguire per Maratea e il Pollino.

27 apr 2016

Come raggiungere il Pollino da Matera

Ovviamente vi consigliamo di muovervi in auto. Ma se proprio insistete.

Una nostra ospite è riuscita a raggiungerci in autobus da Matera. Il viaggio è lungo, poco diretto ma con un solo cambio a Potenza.
Pubblichiamo gli orari così potrà esservi utile nella pianificazione del vostro viaggio.
Matera

31 ago 2015

Oronzo: il gigante di argilla sconosciuto

Cè un gigante posto a presidiare la Val D'Agri. Lo si incontra salendo dallo Jonio dopo aver superato il comune di Sant'Arcangelo e di Aliano.
 
Oronzo: proprio non vuole farsi fotografare.

13 giu 2007

Tradizioni e Alberi sempreverdi in Basilicata

L’Abete Bianco (Abies alba) vive, misto al faggio, in estese foreste nel versante nord orientale del Pollino, sopravvissute ai massicci tagli dei primi decenni del XX sec., habitat del rarissimo Picchio Nero, presenta pochi altri nuclei relitti nella provincia di Potenza. 
Il rito arboreo di Rotonda

3 feb 2003

Tricarico: un tipico carnevale lucano

Ultimo baluardo della tradizione sta lasciando il passo al modernismo globalizzante.
A Carnevale le maschere di carnevale si possono suddividere in quattro tipi:

Goliardi: sono le persone che approfittano del carnevale per divertirsi ma soprattutto per divertire, per fare autoironia, dissacrare, nascondersi, per essere originali, per costruire un personaggio, ecc. In genere divertono, fanno divertire e da non sottovalutare presentano una notevole capacità "artistica" e "umoristica". C'è gente che spende decine di euro ma c'è anche chi riesce a costruirsi costumi interessanti senza spendere una lira con stracci recuperati qua e là.
Teatranti o favolisti: vestono i panni di figure fantastiche o leggendarie: briganti, fate, gnomi, principesse, puffi, personaggi dei fumetti, ecc.
"Vorrei ma non posso": sono tutti quelli che approfittano del carnevale per vestirsi e truccarsi come vorrebbero vestirsi e truccarsi tutto l'anno, ma non possono. Così si vede un proliferare di "Dark", "Metal", divise militari, mimetiche e di polizia, battaglioni in assetto da guerra, "Punk", culturisti e nudisti, senza contare quelli che rappresentano il loro desiderio di personalità non espressa, vestendosi da organi sessuali e vari accessori e attributi.
Tradizionalisti: sono quelli che all'espressione della loro personalità preferiscono vestire i panni di figure retoriche tradizionali del proprio paese e seguire le regole dettate dall'usanza contribuendo al mantenimento di bellissime e arcaiche usanze.
Così è stato a Tricarico domenica 2 Marzo 2003. Per la festa del Carnevale si sono visti sfilare gruppi di ragazzi e adulti vestiti rigorosamente secondo un antico rituale. Ogni gruppo presenta un "Massaro", alcune "Vacche" e qualche "Toro": i secondi ornati di nastri colorati, mentre i Tori rigorosamente neri. Sfilano per le vie del paese suonando fragorosamente e con ritmo rigoroso campanacci di varie dimensioni. Il tutto pare intenda rappresentare la Transumanza che dalle pianure del mare, in Primavera, vedeva trasformare i tratturi di Tricarico in una infinita fila di bovini.
La serata è stata allietata dal concerto di Antonio Infantino e i "Tarantolati", storica formazione musicale lucana. Si possono considerare i precursori di un movimento musicale che racchiude più generi che nacque con loro negli anni '70 ma che è riuscito a raggiungere il grande pubblico solo al termine degli anni '90. Il concerto ha scaldato gli animi della piazza, anche se , con mio dispiacere e comprensione, di recente il repertorio dei Tarantolati si sposta verso ritmi e melodie che sanno sempre di meno di Lucania.
Come tradizione vuole (ma in quanti paesi si fa ancora) la festa è terminata con la bruciatura del Pupazzo di Carnevale.



Set fotografico di Carnevali lucani

9 apr 2002

Val D'Agri: tra ruderi, petrolio, pecore e lupi


Ogni volta che da Rotonda vado verso Nord, attraverso un lembo di Calabria, e puntualmente un bel cartello dell’APT mi ricorda con un Benvenuto in Basilicata quanto siamo poco Basilicatesi noi Rotondesi.


Perchè Basilicatesi? Perché per andare in Basilicata noi di Rotonda siamo costretti anche ad attraversare il Vallo di Diano (provincia di Salerno) e questa terra è Lucania: non posso quindi affermare di non sentirmi Lucano. Per fortuna è Domenica.