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3 feb 2018

Alberi di Michelangelo Frammartino

Nella mio "lavoro" di studio e documentazione dei carnevali ho scoperto l'esistenza di maschere arcaiche interessanti come l'orso di Teana e il romito di Satriano.

il Rumit durante il carnevale

In occasione di un workshop ho conosciuto il regista Michelangelo Frammartino. A seguito dell'invito a documentare le tradizionali maschere carnevalesche lucane è nato  "Alberi", una cineinstallazione incentrata sulla figura del Romito del Carnevale di Satriano di Lucania.

9 feb 2015

L'Orso del Carnevale di Teana

Nel 2004 andai a vedere, su segnalazione del caro amico Quirino Valvano, il Carnevale di Teana. Mi raccontava che ancora si usava vestirsi con costumi recuperati in casa e che tra le note figure c'era quella di un misterioso quanto inquietante "Orso". Sul Web fino ad allora non si trovavano foto e informazioni a riguardo. Da quella esperienza molto avvincente e toccante  é nato questo mio scritto fonte principale di chi scrive a riguardo... Purtroppo spesso senza citarmi. 
Siamo in periodo di Carnevale, ve lo ripropongo.



3 feb 2003

Tricarico: un tipico carnevale lucano

Ultimo baluardo della tradizione sta lasciando il passo al modernismo globalizzante.
A Carnevale le maschere di carnevale si possono suddividere in quattro tipi:

Goliardi: sono le persone che approfittano del carnevale per divertirsi ma soprattutto per divertire, per fare autoironia, dissacrare, nascondersi, per essere originali, per costruire un personaggio, ecc. In genere divertono, fanno divertire e da non sottovalutare presentano una notevole capacità "artistica" e "umoristica". C'è gente che spende decine di euro ma c'è anche chi riesce a costruirsi costumi interessanti senza spendere una lira con stracci recuperati qua e là.
Teatranti o favolisti: vestono i panni di figure fantastiche o leggendarie: briganti, fate, gnomi, principesse, puffi, personaggi dei fumetti, ecc.
"Vorrei ma non posso": sono tutti quelli che approfittano del carnevale per vestirsi e truccarsi come vorrebbero vestirsi e truccarsi tutto l'anno, ma non possono. Così si vede un proliferare di "Dark", "Metal", divise militari, mimetiche e di polizia, battaglioni in assetto da guerra, "Punk", culturisti e nudisti, senza contare quelli che rappresentano il loro desiderio di personalità non espressa, vestendosi da organi sessuali e vari accessori e attributi.
Tradizionalisti: sono quelli che all'espressione della loro personalità preferiscono vestire i panni di figure retoriche tradizionali del proprio paese e seguire le regole dettate dall'usanza contribuendo al mantenimento di bellissime e arcaiche usanze.
Così è stato a Tricarico domenica 2 Marzo 2003. Per la festa del Carnevale si sono visti sfilare gruppi di ragazzi e adulti vestiti rigorosamente secondo un antico rituale. Ogni gruppo presenta un "Massaro", alcune "Vacche" e qualche "Toro": i secondi ornati di nastri colorati, mentre i Tori rigorosamente neri. Sfilano per le vie del paese suonando fragorosamente e con ritmo rigoroso campanacci di varie dimensioni. Il tutto pare intenda rappresentare la Transumanza che dalle pianure del mare, in Primavera, vedeva trasformare i tratturi di Tricarico in una infinita fila di bovini.
La serata è stata allietata dal concerto di Antonio Infantino e i "Tarantolati", storica formazione musicale lucana. Si possono considerare i precursori di un movimento musicale che racchiude più generi che nacque con loro negli anni '70 ma che è riuscito a raggiungere il grande pubblico solo al termine degli anni '90. Il concerto ha scaldato gli animi della piazza, anche se , con mio dispiacere e comprensione, di recente il repertorio dei Tarantolati si sposta verso ritmi e melodie che sanno sempre di meno di Lucania.
Come tradizione vuole (ma in quanti paesi si fa ancora) la festa è terminata con la bruciatura del Pupazzo di Carnevale.



Set fotografico di Carnevali lucani