Nella mio "lavoro" di studio e documentazione dei carnevali ho scoperto l'esistenza di maschere arcaiche interessanti come l'orso di Teana e il romito di Satriano.
| il Rumit durante il carnevale |
In occasione di un workshop ho conosciuto il regista Michelangelo Frammartino. A seguito dell'invito a documentare le tradizionali maschere carnevalesche lucane è nato "Alberi", una cineinstallazione incentrata sulla figura del Romito del Carnevale di Satriano di Lucania.
Grazie al lavoro di Frammartino, questa tradizione è stata sottratta al rischio di scomparsa, generando un rinnovato interesse e una nuova consapevolezza soprattutto tra le giovani generazioni satrianesi, ma non solo. Una piccola soddisfazione personale.
Ripropongo sul mio blog la recensione del 2014 di Rocco Perrone alla cineistallazione di "Alberi" di Michelangelo Frammartino ispirata alla figura del "Rumit" di Satriano di Lucania (PZ).
L'auspicio
è che questa opera non finisca, insieme al mio "contributo" per promuoverlo, nel dimenticatoio ma che venga
realizzata una proiezione permanente in qualche località della
Basilicata.
"Alberi a Milano. Il racconto di Rocco Perrone
Venerdì 29 Novembre nel Teatro Manzoni di Milano si è vista, sentita e assaporata la Basilicata. “Alberi”, la cineinstallazione di Michelangelo Frammartino, dopo essere stata al MoMA di New York, con successo di critica sia in Italia (ne parla Anselma Dell'Olio in questa intervista) che all'estero (con la cover dell'inserto Arts del New York Times), e al CPH:DOX di Copenhagen, ha inaugurato il Film Maker Festival che nel 1997 produsse un'installazione del regista, come lui stesso racconta in questa intervista. “Verde, verde e ancora verde” è l'attacco dell'articolo di Barbara Casavecchia che su Repubblica.it descrive molto bene quello che si vede e si sente durante la proiezione. Io sono presente a questa inaugurazione in rappresentanza del carnevale di Satriano, paese in provincia di Potenza dove sono nato e dove vivo, che ha “prestato” una delle sue maschere tipiche, u rumit, alla creatività di Frammartino. Non ho lo sguardo tecnico dell'addetto ai lavori anche se Leporace, direttore della Lucana Film Commission, in questo post su FB, mi definisce un attore!
post di Paride Leporace.
Bè, in realtà durante le riprese non ho fatto altro che trasformarmi in rumit con l'edera addosso, come me altre cento persone. All'entrata, prima di entrare in sala, un televisore enorme passa i credits: ci sono tutti, nessuno escluso. Lo so perché c'ero durante le riprese e ho letto tutti i nomi.
Ci sono i ringraziamenti speciali a Donato Perrone (simbolo vivente del carnevale), Carmine Pascale (instancabile realizzatore di rumit) e Rocco Cavallo dell'amministrazione di Satriano. Come ci sono quelli per i tree men di Armento e Satriano.
C'è anche un pensiero per Giuseppe Cosenza, una guida del Parco del Pollino, che per primo descrisse il rito a Frammartino.
Piccoli, grandi gesti di riconoscenza.
La mia personale impressione è ovviamente condizionata dall'emozione di vedere i nostri rumit su quello schermo gigantesco, sentire il rumore dell'edera che viene strappata dagli alberi, riconoscere i miei piedi in mezzo agli altri uomini albero o l'inconfondibile incedere della camminata del mio amico Massimo. L'ho guardato per cinque volte. Quei venti minuti di suoni e colori avvolgenti sono il manifesto del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano e, perchè no, di tutta la Basilicata. Uno spot formidabile anche per il carnevale di Satriano.
E io sono qui per questo, per parlare della Foresta che cammina che abbiamo intenzione di organizzare il primo marzo 2014. La risposta di Satriano ad “Alberi”, come mi ha detto Frammartino. Il programma è già pronto e potete consultarlo qui. L'idea è proprio quella di vestire cento rumit, che una volta all'anno lanciano un messaggio ecologista, dando la possibilità a chiunque ne faccia richiesta di diventare uomo albero per un giorno per vivere la sensazione mistica e fisicamente molto provante di “indossare” la natura. All'inaugurazione del Film Maker Festival di Milano ho avuto l'opportunità di spiegare ai presenti quello che sta succedendo a Satriano.
Le nuove generazioni si stanno riappropriando del rito dopo averlo messo in gioco, grazie a Frammartino, rompendo alcuni schemi mentali come: vedere per la prima volta tutti insieme quel numero di rumit, portarli in un altro paese (ad Armento dove è stato girato il video) e in un altro periodo dell'anno lontano dal carnevale. All'improvviso ci siamo resi conto della bellezza e della forza simbolica della nostra maschera. È stato necessario guardarla da un altro punto di vista e per questo siamo grati ad “Alberi”. Il valore dell'opera è fuori discussione. All'uscita dalla proiezione commenti positivi ed entusiastici per tutto quello che l'installazione riesce a suscitare e per gli interrogativi che pone nel modo di interpretare il cinema.
Probabilmente verrà presentata in altre parti del Mondo. Il rumit continuerà a “rompere lo schermo” ma il successo più grande noi satrianesi l'abbiamo già avuto: ci siamo svegliati e siamo orgogliosi che un'opera d'arte contemporanea stia influenzando la nostra tradizione. Ora.
Rocco Perrone"
Ci sono i ringraziamenti speciali a Donato Perrone (simbolo vivente del carnevale), Carmine Pascale (instancabile realizzatore di rumit) e Rocco Cavallo dell'amministrazione di Satriano. Come ci sono quelli per i tree men di Armento e Satriano.
C'è anche un pensiero per Giuseppe Cosenza, una guida del Parco del Pollino, che per primo descrisse il rito a Frammartino.
Piccoli, grandi gesti di riconoscenza.
La mia personale impressione è ovviamente condizionata dall'emozione di vedere i nostri rumit su quello schermo gigantesco, sentire il rumore dell'edera che viene strappata dagli alberi, riconoscere i miei piedi in mezzo agli altri uomini albero o l'inconfondibile incedere della camminata del mio amico Massimo. L'ho guardato per cinque volte. Quei venti minuti di suoni e colori avvolgenti sono il manifesto del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano e, perchè no, di tutta la Basilicata. Uno spot formidabile anche per il carnevale di Satriano.
E io sono qui per questo, per parlare della Foresta che cammina che abbiamo intenzione di organizzare il primo marzo 2014. La risposta di Satriano ad “Alberi”, come mi ha detto Frammartino. Il programma è già pronto e potete consultarlo qui. L'idea è proprio quella di vestire cento rumit, che una volta all'anno lanciano un messaggio ecologista, dando la possibilità a chiunque ne faccia richiesta di diventare uomo albero per un giorno per vivere la sensazione mistica e fisicamente molto provante di “indossare” la natura. All'inaugurazione del Film Maker Festival di Milano ho avuto l'opportunità di spiegare ai presenti quello che sta succedendo a Satriano.
Le nuove generazioni si stanno riappropriando del rito dopo averlo messo in gioco, grazie a Frammartino, rompendo alcuni schemi mentali come: vedere per la prima volta tutti insieme quel numero di rumit, portarli in un altro paese (ad Armento dove è stato girato il video) e in un altro periodo dell'anno lontano dal carnevale. All'improvviso ci siamo resi conto della bellezza e della forza simbolica della nostra maschera. È stato necessario guardarla da un altro punto di vista e per questo siamo grati ad “Alberi”. Il valore dell'opera è fuori discussione. All'uscita dalla proiezione commenti positivi ed entusiastici per tutto quello che l'installazione riesce a suscitare e per gli interrogativi che pone nel modo di interpretare il cinema.
Probabilmente verrà presentata in altre parti del Mondo. Il rumit continuerà a “rompere lo schermo” ma il successo più grande noi satrianesi l'abbiamo già avuto: ci siamo svegliati e siamo orgogliosi che un'opera d'arte contemporanea stia influenzando la nostra tradizione. Ora.
Rocco Perrone"

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