Curinga è il nome di un comune calabrese, in provincia di Catanzaro. Quando lo sentii la prima volta mi entrò in testa, e cominciò a rimbalzare senza fine, scontrandosi con quei toponimi di origine barbarico-germanico dell’Europa settentrionale come Groninga, Norimberga o Tübinga. Ma si trattava solo di una mia suggestione fonetica che non ha nulla a che vedere con le reali origini del nome.
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| Il Platano di Curinga |
A Curiga si custodisce un grande
platano orientale dall'età stimata di oltre 800 anni. Avvicinandosi a questo colosso di cellulosa, ciò che colpisce non è solo la mole complessiva dell’albero, ma soprattutto i
rami principali,
che si dipartono dal tronco come strutture autonome. Ognuno di essi
avrebbe, da solo, le dimensioni e la presenza di un albero maturo.
Il platano cresce nei pressi dei ruderi del monastero di Sant’Elia Vecchio in località Vrisa. Interessante notare a questo proposito che anche a Rotonda,
in Basilicata, esiste una sorgente chiamata “a Vrisa”. termine che dovrebbe derivare dal greco e significa proprio sorgente o fonte d’acqua. La presenza di acqua, che tanto piace al Platano, ha dato origine al toponimo.
Per chi scende in Calabria o in Sicilia in auto non è difficile da raggiungere dall'autostrada. Potete programmare una bella sosta in un luogo ombroso e con radici ben salde nella nostra Madre Terra.
Sulla presenza del Platano nel Parco Nazionale del Pollino ne ho già parlato in questo articolo