C’è un sottile legame tra la storia di Troia e il Pollino. Questo legame si chiama Epeo, un eroe greco citato nell’Iliade non come valoroso guerriero, ma come colui che si occupava di portare l'acqua agli eroi che assediavano le mura di Troia sotto la protezione della dea Atena.
Epeo era un abile carpentiere e la dea Atena gli ispirò l'idea del Cavallo di Troia. Fu l'architetto e il costruttore materiale della gigantesca struttura in legno, abbattendo gli alberi sul monte Ida e realizzando l'astuto meccanismo della botola che solo lui sapeva manovrare. Fu anch'egli uno dei guerrieri che si nascosero all'interno del cavallo per conquistare la città.
Dopo la caduta di Troia, durante il viaggio di ritorno, Epeo approdò lungo il litorale ionico dell'Italia meridionale. Qui fondò, insieme al contingente dei Focesi, la città fortificata di Lagaria. In questa nuova sede, l'eroe eresse un santuario in onore della dea Atena (sua protettrice) e vi consacrò come offerta votiva gli attrezzi da carpenteria con cui aveva costruito il cavallo.
Secondo alcuni studiosi, il sito del Timpone della Motta nel comune di Francavilla Marittima dovrebbe corrispondere alla città di Lagaria di Epeo. Il sito rappresenta uno dei casi meglio documentati di osmosi e contatto culturale tra Enotri e Greci.
Gli Enotri erano una Popolazione indigena dell'Italia meridionale preromana che abitava la collina del Timpone della Motta e la piana circostante prima e durante l'arrivo dei Greci. Gli Enotri pur usando lingua diversa adottarono l'alfabeto greco (vedi "Olla")
I Greci, in gran parte Achei, fondarono la vicina colonia di Sibari intorno al 720 a.C. Giunti lungo la costa ionica, portarono nella regione la propria lingua, le forme architettoniche e il culto delle divinità olimpiche.
I reperti emersi dalle indagini sul campo riflettono chiaramente la stratigrafia del sito:
Fase enotria (Bronzo / Ferro): Pesi da telaio decorati a meandro e labirinto, oltre 300 bobine da filatura, fibule, collane in bronzo e statuette votive (come le "paperine laconiche") appartenenti alla fase abitativa e tessile del colle.
Stipe votiva del Santuario di Atena: Migliaia di piccoli vasi per l'acqua (hydriskai), coppe per bere, pyxides (scatole in terracotta), kalathiskoi (cestini sacri) e tavolette in terracotta lavorata (pinakes).
Epigrafi di rilievo: La celebre lamina bronzea dell'atleta Kleombrotos, vincitore a Olimpia che offre una parte del suo premio alla dea Atena.
Utensili di carpenteria in ferro e bronzo: Asce, scalpelli, martelli, punteruoli e seghe rinvenuti nell'heroon (monumento funerario o santuario dedicato a un eroe del mondo greco e romano) dell'acropoli e nelle sepolture di rango della vicina necropoli di Macchiabate.
Quali sono gli elementi che suggeriscono l'ipotesi che il Timpone Motta corrisponda a Lagaria?
1. Corrispondenza geografica e idrografica: Lo storico Strabone colloca Lagaria tra Thurii (Sibari) e Metaponto, lungo il corso del fiume Cilistarno. Gli studiosi identificano il Cilistarno con l’attuale fiume Raganello, che lambisce proprio la collina del Timpone della Motta.
2. Presenza del santuario ad Atena: Sull'acropoli del Timpone della Motta è stato portato alla luce un santuario dedicato ad Atena e una lamina bronzea votiva dell'atleta sibarita Kleombrotos che ne fa esplicito riferimento.
3. Il rituale delle hydriskai: Pur essendo l'acropoli priva di sorgenti d'acqua naturali, gli scavi hanno restituito migliaia di piccole brocchette per portare l’acqua (hydriskai) recate in dono dai fedeli. Questo singolare culto dell'acqua richiama in modo diretto il mito di Epeo "portatore d'acqua" protetto da Atena.
4. I reperti di carpenteria: Vicino all'acropoli e nella necropoli di Macchiabate (Tomba del Cerchio Reale) sono stati trovati attrezzi in ferro e bronzo da carpentiere (scalpelli, martelli, asce), ricollegabili da alcuni ricercatori alla leggenda degli attrezzi votivi di Epeo.
Dal punto di vista archeologico questi “indizi” non sono tuttavia sufficienti. Per attribuire con certezza il Timpone della Motta a Lagaria occorrerebbe una "epigrafe parlante", cioè un cippo, una lamina o un ex-voto recante una dedica esplicita con il nome di Epeo, oppure un'iscrizione o decreto pubblico che menzioni esplicitamente il toponimo Lagaria o l'etnico Lagarnos (di Lagaria).
Ci sono inoltre altre ipotesi sostenute da studiosi diversi relativamente al sito di lagaria:
1. Cassano (ipotesi formulata da Barrio e Marafioti);
2. Amendolara / Trebisacce (in particolare il sito di San Nicola ad Amendolara, proposto da Troyli);
3. Rocca Imperiale (sostenuta da Saint-Non, Swinburne e Perret);
4. Cerchiara di Calabria;
5. Valsinni / Monte Coppolo e l'area compresa tra il Metapontino e la Basilicata (ipotesi valutate o citate da Lenormant e Giannelli).
4. Cerchiara di Calabria;
5. Valsinni / Monte Coppolo e l'area compresa tra il Metapontino e la Basilicata (ipotesi valutate o citate da Lenormant e Giannelli).
Fonti bibliografiche di riferimento:
- Kleibrink, Marianne; Kindberg Jacobsen, Jan; Handberg, Søren (2004), Water for Athena: Votive Gifts at Lagaria (Timpone della Motta, Francavilla Marittima, Calabria), in World Archaeology.
- De La Genière, Juliette (1990), LAGARIA, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle Isole Tirreniche, n. 8, pp. 405-408.
- Talbert, Richard, Barrington Atlas of the Greek and Roman World. (Fonti classiche antiche primarie: Strabone, Geografia, VI, 1, 14; Licofrone, Alessandra, vv. 930 ss.)
- https://parcoarcheologicofrancavillamarittima.it/

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