Oggi possiamo ancora visitare un lembo residuo della foresta planiziale del Metapontino al bosco di Policoro.
La bonifica del Metapontino pianificata nel 1882 e finanziata nel 1904, divenne operativa a Policoro nel 1934 con la realizzazione di canali e idrovore.
Negli anni '50, la Riforma Fondiaria causò un massiccio disboscamento per creare poderi, introducendo eucalipti per drenare i suoli. Tale processo ha ridotto la foresta del 73%: dai 1.672 ettari del 1954 ai soli 446 del 1998, lasciando oggi solo un prezioso relitto dell'antico ecosistema.
La struttura vegetazionale del Bosco Pantano di Policoro è organizzata in diverse fasce che si susseguono dalla riva verso l'interno e cerchiamo di darne una descrizione sintetica descrizione didattica.
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1. La Fascia dei Pionieri
In questa zona, situata subito dopo la battigia, vive la vegetazione psammofila, composta da specie annuali che iniziano a ostacolare il vento permettendo l'accumulo della sabbia. Le specie principali sono:
- Ravastrello marittimo (Cakile maritima)
- Erba cali (Salsola kali).
- Erba medica marina (Medicago marina)
2. Le Dune Embrionali e Mobili
In quest'area il suolo viene consolidato grazie ai rizomi delle piante. Le specie caratteristiche includono:
- Gramigna delle spiagge (Elymus farctus).
- Finocchio litoraneo spinoso (Echinophora spinosa).
- Giglio di mare (Pancratium maritimum).
- Ammophila o Sparto pungente (Ammophila arenaria): considerata la vera "architetta" della duna alta per il suo apparato radicale profondo.
3. Il Ginepreto e la Macchia Mediterranea
Sulle dune consolidate la vegetazione diventa legnosa e sempreverde, formando una barriera contro i venti salmastri. Le specie dominanti sono:
- Ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa).
- Lentisco (Pistacia lentiscus).
- Fillirea (Phillyrea latifolia).
- Ginepro fenicio (Juniperus phoenicea subsp. turbinata).
- Uva marina (Ephedra distachya).
4. Il Bosco Umido e la Foresta Planiziale
Nelle zone interne depresse dove ristagna l'acqua si trova il cuore della riserva, caratterizzato da canneti e alberi colossali.
Possiamo distinguere i canneti composti da Cannuccia di palude (Phragmites australis) e Giunco pungente (Juncus acutus) e le zone coperte da specie arboree.
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| Splendido Canneto |
Pioppo bianco (Populus alba) e Pioppo nero (Populus nigra).
Olmo campestre (Ulmus minor).
Specie Aliene e Invasive
Elementi di degrado che minacciano la biodiversità locale e la stabilità del sistema dunale includono:
- Agave (Agave americana) e Fico d'India (Opuntia ficus-indica).
- Eucalipto (Eucalyptus camaldulensis): introdotto per le bonifiche, è dannoso per l'allelopatia e l'elevato consumo idrico.
- Robinia (Robinia pseudoacacia) e Ailanto (Ailanthus altissima).
- Pino d'Aleppo (Pinus halepensis): se piantato artificialmente in modo troppo fitto, ostacola le latifoglie.
- Acacia saligna: introdotta in passato come frangivento, è oggi considerata un disastro ecologico.









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