4 giu 2026

Bosco di Policoro: Architettura del paesaggio

Pianificata nel 1882 e finanziata nel 1904, la bonifica del Metapontino divenne operativa a Policoro nel 1934 con canali e idrovore. 

 

Negli anni '50, la Riforma Fondiaria causò un massiccio disboscamento per creare poderi, introducendo eucalipti per drenare i suoli. Tale processo ha ridotto la foresta del 73%: dai 1.672 ettari del 1954 ai soli 446 del 1998, lasciando oggi solo un prezioso relitto dell'antico ecosistema.

La struttura vegetazionale del Bosco Pantano di Policoro è organizzata in diverse fasce che si susseguono dalla riva verso l'interno




1. La Fascia dei Pionieri (Spiaggia Emersa)

In questa zona, situata subito dopo la battigia, vive la vegetazione psammofila, composta da specie annuali che iniziano a ostacolare il vento permettendo l'accumulo della sabbia. Le specie principali sono:

  • Ravastrello marittimo (Cakile maritima).
  • Erba cali (Salsola kali).
  • Erba medica marina (Medicago marina).

2. Le Dune Embrionali e Mobili

In quest'area il suolo viene consolidato grazie ai rizomi delle piante. Le specie caratteristiche includono:

  • Gramigna delle spiagge (Elymus farctus).
  • Finocchio litoraneo spinoso (Echinophora spinosa).
  • Giglio di mare (Pancratium maritimum).
  • Ammophila o Sparto pungente (Ammophila arenaria): considerata la vera "architetta" della duna alta per il suo apparato radicale profondo.

3. Il Ginepreto e la Macchia Mediterranea

Sulle dune consolidate la vegetazione diventa legnosa e sempreverde, formando una barriera contro i venti salmastri. Le specie dominanti sono:

  • Ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa).
  • Lentisco (Pistacia lentiscus).
  • Fillirea (Phillyrea latifolia).
  • Ginepro fenicio (Juniperus phoenicea subsp. turbinata).
  • Uva marina (Ephedra distachya).

4. Il Bosco Umido e la Foresta Planiziale

Nelle zone interne depresse dove ristagna l'acqua si trova il cuore della riserva, caratterizzato da canneti e alberi colossali.

  • Canneti: composti da Cannuccia di palude (Phragmites australis) e Giunco pungente (Juncus acutus).
  • Specie arboree principali:
    • Frassino ossifillo (Fraxinus angustifolia): specie simbolo che resiste agli allagamenti.
    • Pioppo bianco (Populus alba) e Pioppo nero (Populus nigra).
    • Olmo campestre (Ulmus minor).
    • Quercia di palude (Farnia) (Quercus robur).
    • Ontano nero (Alnus glutinosa): tipico delle sponde dei canali.

 

Specie Aliene e Invasive

Elementi di degrado che minacciano la biodiversità locale e la stabilità del sistema dunale includono:

  • Agave (Agave americana) e Fico d'India (Opuntia ficus-indica).
  • Eucalipto (Eucalyptus camaldulensis): introdotto per le bonifiche, è dannoso per l'allelopatia e l'elevato consumo idrico.
  • Robinia (Robinia pseudoacacia) e Ailanto (Ailanthus altissima).
  • Pino d'Aleppo (Pinus halepensis): se piantato artificialmente in modo troppo fitto, ostacola le latifoglie.
  • Acacia saligna: introdotta in passato come frangivento, è oggi considerata un disastro ecologico.

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