venerdì 3 febbraio 2017

Una Lince ai Piani di Pollino


Nel 2012 ricevo una mail da Alessandro Severini, con una domanda secca, una di quelle domande che ti lasciano per qualche momento perso nella nebbia dei tuoi pensieri, cercando qualcosa a cui attaccarti per rispondere: "ti risulta che ci sia la lince nel Pollino?"

Esemplare imbalsamato proveniente da magazzini di un museo del sud Italia - (tratta da vedi pubblicazione in fondo)
La mia risposta, da non addetto ai lavori, ma di semplice appassionato e frequentatore della mia montagna è di quelle con "alzata di spalle": "ufficialmente non risulta sia presente".
La mia risposta è insicura perchè influenzata anche da quanto sostenuto ad esempio da Franco Tassi e altri ricercatori, sulla possibilità che questa specie non si sia mai estinta in alcune aree dell'Appennino.
Se nutrivo qualche dubbio sull'esistenza attuale della Lince nel Pollino, di certo non ho mai condiviso opinioni che affermano che non ci sia mai stata o che si sia estinta in lontane epoche storiche.  Le testimonianze di cacciatori e viaggiatori sono numerose. Una per tutte è un vecchio articolo del 1938 su una rivista venatoria che parla con minuziosi dettagli della tecnica di caccia alla lince in Lucania.

Ma tornando alla domanda fattami non posso che rispondere: "perchè questa domanda?" La risposta: "ho trovato delle strane tracce sulla neve ai Piani di Pollino e non sono di lupo, ne di altro canide che conosco molto bene. Non si vedono le unghie che nei felini sono retrattili".
Alessandro mi manda due foto. In una delle due ha impresso la sua mano nella neve per avere un termine di paragone dimensionale.
Le impronte sembrano quelle di un felino, molto più grande di un grande gatto. Direi grandi quasi come quelle di un lupo. Per cui per quanto possano essere deformate sono comunque non compatibili con quelle di un gatto o di un lupo.

Giro le foto a 3 esperti.
Le risposte sono inequivocabili (non faccio volutamente i nomi degli esperti):
  • Il primo, del "partito dei possibilisti", riconosce senza ombra di dubbio le impronte come di lince e mi invita a fare ulteriori ricerche in proposito.
  • Il secondo, del "partito degli scettici", applica tecniche biometriche per verificare che siano realmente compatibili con le dimensioni di un animale "vero".  Addirittura dall'analisi delle foto riesce ad affermare che "probabilmente si tratta di un maschio di lince". Sottolinea l'eccezionalità del documento fotografico e la delicatezza della questione considerando che fino ad oggi non c'è evidenza oggettiva/scientifica della presenza della Lince nel Pollino.
  • Il terzo è un mio collega polacco che lavora nel Parco Nazionale di Bialowieza. Lui di linci ne vede spesso e trova spesso le impronte sulla neve. Non sa esattamente dove si trovi il Pollino, la Basilicata e la Calabria. La sua opinione è scevra da pregiudizi. La risposta è laconica: "I will say that it was lynx, for sure it is a cat family" (Io direi che è una lince, sicuramente un felino).
Giro le risposte ad Alessandro, che ha avuto l'intuizione di non guardare con superficialità quelle "strane impronte" dando per scontato che fossero di lupo o di un grosso cane. Ad entrambi crolla un castello di certezze.

Perchè ne scrivo solo oggi?  Perchè ho avuto bisogno di sfoltire quella nebbia che si imponeva sui mie pensieri. Con la lettura del libro di Francesco Mossolin, (La lince appenninica - Guerra Edizioni), e di altre fonti e testimonianze la nebbia si è diradata.

Adesso non ho più dubbi: Una lince ha attraversato i Piani di Pollino nella Primavera del 2012!

Agli scettici dico di non essere più scettici del più autorevole degli scettici.  Il Pollino non è forse quel territorio dove è sopravvissuta la Lontra, il Capriolo autoctono, il Picchio Nero, gli ultimi lupi appenninici e dove fino agli anni '70 c'erano ancora cinghiali autoctoni?
Liberatevi da pregiudizi: le impronte sono di Lince, senza ombra di dubbio!

Sono consapevole che non siano sufficienti 4 impronte sulla neve di un esemplare ad affermare che sul Pollino ci sia una popolazione stabile di Linci. Ma ho altre informazioni che fino ad oggi sono circolate solo tra addetti ai lavori e tra pochi appassionati. Datemi il tempo e ne parlerò nel prossimo post.

Giuseppe Cosenza
Francesco Mossolin - La Lince Appenninica - Guerra Edizioni










10 commenti:

  1. Bellissimo, che non ci sia mai stata non è vero. Testimonianze di vecchi cacciatori dicono che erano state avvistate negli anni 60 e mi parlavano anche di un abbattimento.

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  2. La zona dove è avvenuto il fatto è tra i comuni di Cicala e Sorbo San Basile a pochi chilometri dal territorio ricadente oggi nel Parco Nazionale della Sila.
    E' un fatto accaduto realmente e che mio nonno mi ripeteva spesso fin da quando ero bambino, confermato e supportato dai numerosi testimoni.
    Era sul finire degli anni '50, si viveva allora in zone rurali, dove le uniche fonti di sostentamento erano gli animali allevati e l'agricoltura.
    La vicina di casa di mio nonno trovava sempre meno galline. All'inizio si pensò ad una volpe, poi alla faina (u pitusu) ma gli attacchi non erano tipiche della volpe o dei mustelidi, in quanto non vi erano tracce di sangue o animali morti dovuti al "surplus killing" caratteristico di queste specie e le impronte lasciate a terra non davano indicazioni su quale animale potesse essere.
    Si parlava che nelle zone ci fosse un gattopardo, e che qualcuno lo avesse visto. Non era qualcosa di sensazionale come lo può essere oggi, per la popolazione silana ogni animale che potesse recare danno alla fragile economia era un "nemico", un problema da conoscere, da prevenire e combattere (un po' come avvenne per il lupo). 
    Mi raccontava mio nonno, e mi confermano anche oggi i testimoni oculari (anche se ne sono rimasti pochi purtroppo) che la signora una sera sentì dei rumori provenire dal pagliaio quindi andarono con il marito a controllare e videro delle orme sulla neve che erano simili a quelle di un gatto ma ben più grandi, entrarono all'interno ma nessun gatto e nessun animale si prospettò davanti ai loro occhi, fino a quando il signor Salvatore non mosse una scala che portava al sottotetto, uscì di gran furia una LINCE, la signora con il forcone riuscì a colpirla e infilzarla. Purtroppo (per noi, ma per la loro felicità) la Lince da li a poco morì. Il giorno seguente la fecero vedere a tutto il vicinato raccontando l'accaduto, tra i testimoni vi erano anche mio nonno (scomparso lo scorso anno), un mio zio e altre persone. Tra questi pochi sono ancora in vita e abitano nei paesi vicini. Il signor Salvatore e moglie invece ancora sono lì e quando vado mi faccio raccontare dell'accaduto.
    Io credo fermamente che quella fosse una lince, il gattopardo come lo chiamavano e lo chiamano ancora oggi. non poteva trattarsi di gatto selvatico. Loro sanno bene che il felino ucciso era più grande di un gatto e poi aveva " i pinnulari supra e ricchie" (le ciglia sopra le orecchie).

    Andrea Gigliotti

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    1. Bellissimo racconto, grazie per averlo condiviso

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  3. Che ci sia la lince sul Pollino non ci sono dubbi. in passato molti cacciatori locali la confondevano con il "pardo" e alcuni ne hanno perfino commerciato di pelli.
    Una segnalazione di qualche anno fa riguardava la Fontana dello Scannato a Campotenese: in occasione di mie peregrinazioni sul Pollino ho visto una pelle di lince a casa di un cacciatore in una contrada di Laino Borgo.
    Oggi, sono ancora più sicuro di qualche anno fa perchè la montagna da anni è abbandonata e quindi è normale che molti antichi predatori ritornino: l'ambiente lo permette assai.
    Se avessimo un Ente Parco più libero di ricercare invece di spendere tutte le proprie energie nell'istruire pratiche per la festa della Madonna del Rosario e la Befana del Poliziotto, da tempo avremmo non solo trovato tracce di lince ma anche realizzato un servizio fotografico strepitoso.

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  4. Buongiorno a tutti, io personalmente ho avuto la fortuna di avvistarla circa 10 anni fà in Sila in località Runcino, appena si è accorta della nostra presenza è scappata via,muovendo notevolmente tutta la vegetazione sottostante. È stata un esperienza bellissima,che porterò in ricordo nel corso degli anni...
    Salvatore

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    1. per dare valore alla tua testimonianza ho bisogno anche del tuo nome e congnome e magari un mail .
      grazie

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    2. Per favore mi può contattare guida@viaggiarenelpollino.it

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  5. puoi descrivere l'animale: grandezza (magari confrontandola a qualche razza di cane o di gatto) , pelliccia, testa, zampe orecchie e quante più notizie hai. L'anno esatto e se c'erano altri testimoni

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  6. Testimonianze riportate da Francesco Bevilacquara su facebook: valle del T. Ferro (pressi di Oriolo), valle del T. Rosa (pressi di S. Sosti), M. Reventino (pressi di Platania), campagne di Samo (Aspromonte).

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