L’incontro con uno dei tassi secolari delle faggete dell’area della Coppola di Paola è sempre un momento emozionante, per il valore botanico, magico e storico che esso rappresenta. Il Tasso (Taxus baccata), detto anche “albero della morte” a causa della tossicità dei suoi tessuti (fatta eccezione per l’arillo) resta per lo più sconosciuto ai locali non avendo, a causa della sua rarità nessun interesse commerciale e tecnologico.
Non era così qualche secolo fa. Nel legno del suo tronco convivono l’alburno elastico, capace di resistere alla trazione, e il durame compatto, ideale per la compressione: una combinazione perfetta che rese il tasso indispensabile per la costruzione del micidiale longbow, l’arco lungo inglese.
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| dal sito: www.warhistoryonline.com/medieval/longbow-rise-dominance.html |
Nel 1066, nella Battaglia di Hastings, l’uso strategico dell’arco permise ai Normanni di conquistare l’isola britannica, imponendo la loro dominazione sugli anglosassoni. Da allora, l’arco divenne sempre più centrale e venne costruito quasi esclusivamente con legno di Tasso. A seguito della rarefazione nelle isole britanniche, la domanda dall’Europa continentale divenne così forte che lo Statuto di Westminster del 1472 impose ai commercianti d’oltremare l’obbligo di fornire legno di tasso se volevano commerciare con l’Inghilterra: una sorta di dazio obbligatorio, pensato per garantire la produzione degli archi lunghi necessari alla potenza militare del Regno d’Inghilterra.
Il tasso può quindi essere considerato "l'albero della morte”, anche a causa delle migliaia di vittime indirettamente provocate dalla micidiale efficacia del longbow in tutte le battaglie medievali. Ma ha pagato a sua volta un prezzo altissimo, rischiando di scomparire per sempre dalle nostre foreste.
Intravvederlo nel fitto ombroso
della faggeta significa incontrare un testimone al contempo di vita e di
morte, da salutare con religiosa contemplazione.