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| Pino loricato (Pinus heldreichii Christ), circondato da Erica |
In effetti si tratta di tre pini, di massimo 15-20 anni di età. Uno è certamente un Pino nero (Pinus nigra ssp J.F.Arnold, 1785) gli altri presentano i caratteri giovanili del Pino Loricato (Pinus heldreichii H.Christ, 1863, più conosciuto come Pinus leucodermis Antoine, 1864).
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| La tipica pelle bianca del Pino loricato (Pinus heldreichii Christ) |
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| Pino loricato (Pinus heldreichii Christ) |
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| Il Pino nero (Pinus nigra) |
Apparentemente più complesso, capire la provenienza del Pino Loricato. I più vicini dovrebbero essere quelli che sono sul complesso Zaccana-Spina e il più vicino che io ho abbia visto è in località Prestieri al confine tra Lauria e Castelluccio Superiore. In linea d'aria sono circa 5 km di distanza, "sbarrati" però da Monte Fossino e Monte Palazzo.
| Esemplare "adulto" di Pino loricato vicino a Prestieri |
C'è da dire anche che ci sono numerosi giovani pini sui rilievi tra Galdo e la Melara e andrebbe verificato se tra questi ci siano anche dei Pini loricati.
Chiedersi come siano arrivati fino a qui, però, è una domanda fuorviante. È più corretto chiedersi: "come mai delle migliaia di semi che le correnti aeree hanno disperso tutto intorno al nucleo di origine, proprio qui hanno germinato e si sono sviluppati con successo?"
Un giovane pino loricato produce migliaia di semi che moltiplicati per le centinaia di pini presenti sul monte La Spina e Zaccana, sono un numero immenso che vengono dispersi dalle forti correnti aeree per chilometri e chilometri tutto intorno. Basta salire sul Monte La Spina per rendersi conto della potenza dei venti e delle correnti termiche che si sviluppano su questi rilievi.
Il suolo dove si sono insediati è proprio quello tipico dei popolamenti giovani di Pino Loricato: roccia calcarea frammentata (provalazzo appunto!), molto drenata con scarsa o zero presenza di lettiera. Il climax ideale di questa zona è il bosco deciduo a querce, ma in questo punto il suolo è estremamente inospitale, povero, esposto e quindi facilmente erodibile dalle piogge: molto simile ad esempio ai terreni che si incontrano salendo sul Pollinello. In quel punto è evidente anche una precedente attività umana di scavo. Quindi non sono assolutamente nel posto sbagliato.
La mia esperienza mi porta a dire che il Pino Loricato è una specie vivace e vitale, addirittura in espansione anche fuori dall'areale "ufficiale". Si insedia nei terreni di matrice calcarea poveri e spogli e/o degradati dall'attività umana, e lì resta finchè la successione ecologica lo rimpiazza o lo bruciano gli incendi come quelli che hanno devastato la Valle del Lao nel 2017.
Gli esemplari giovani e le formazioni boschive giovanili di Pino Loricato ci offrono una grande opportunità di studio della biologia, ecologia e fitogeografia di questa specie ma anche sulla storia della nostra civiltà e sui cambiamenti climatici tanto o forse più dei loro antenati millenari a quota 2000.
Laino Borgo può aggiungere il pino loricato al suo piccolo tesoro di interessanti specie rare: Lontra, Salamandrina dagli occhiali, Capriolo autoctono, Scoiattolo meridionale, Saettone occhi rossi.
Chiamerò questi due pini "Biagio" e "Longo", in omaggio al botanico di levatura internazionale nato a Laino Borgo, poco conosciuto in patria, che usò per primo il termine Pino Loricato.
Cliccate su questo link per sapere cos'è un Pino Loricato
Se volete fare i "Cercatori di Patriarchi"




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