Se vi capitasse di andare a Berlino, passate all'Altes Museum: nella sezione Antikensammlung, vi troverete davanti a un reperto unico al mondo. Sul cartellino della teca c'è scritto chiaramente: "Olla - Nerulum (?), Lucania, Italy"
Si tratta di un vaso antico, straordinariamente intatto, celebre tra gli archeologi perché reca un'iscrizione in alfabeto greco arcaico ma in lingua indigena (osco-enotrico).
L'iscrizione leggendo da destra verso sinistra viene così interpretata
ΜΕΡΕΤΟΠΙΑΜΕΚΙΤΥΟΤ
traslitterata in
toutikemdipoterem
oppure
toutikemai poterem
Secondo gli esperti la radice toutik- (da touta) indica chiaramente che il vaso era un oggetto di proprietà pubblica o appartenente alla comunità ("di tutti" vedi il mio TEDx per saperne di più).
Ma come ci è arrivato questo pezzo di storia del Sud Italia nel cuore della Germania?
Per capirlo dobbiamo fare un salto indietro nel tempo fino al 1815, seguendo le tracce di un personaggio decisamente controverso: il barone Franz von Koller.
Nel 1815 il barone austriaco Franz von Koller si trovava nel Regno di Napoli come generale dell'armata austriaca di occupazione dopo la caduta di Murat. Oltre alla attività militare aveva una passione sfrenata per i tesori antichi. Sfruttando il suo potere militare e la totale libertà di movimento, decise di trasformare i suoi soldati in scavatori, dando il via a veri e propri "scavi di rapina".
La zona presa di mira fu l'area di confine tra la Basilicata e la Calabria settentrionale, in particolare la Valle del Mercure, tra i comuni di Castelluccio Inferiore e Laino Borgo (il sito presunto dell'antica Nerulum). Purtroppo le ricerche avvenivano senza rigore scientifico, distruggendo tombe e cancellando per sempre dati storici preziosissimi. In compenso, tirarono fuori dal sottosuolo un bottino immenso: oltre 1.300 vasi antichi, bronzi e gioielli lasciati dai Lucani e dai Greci. Tra questi, c'era anche la nostra Olla.
La zona presa di mira fu l'area di confine tra la Basilicata e la Calabria settentrionale, in particolare la Valle del Mercure, tra i comuni di Castelluccio Inferiore e Laino Borgo (il sito presunto dell'antica Nerulum). Purtroppo le ricerche avvenivano senza rigore scientifico, distruggendo tombe e cancellando per sempre dati storici preziosissimi. In compenso, tirarono fuori dal sottosuolo un bottino immenso: oltre 1.300 vasi antichi, bronzi e gioielli lasciati dai Lucani e dai Greci. Tra questi, c'era anche la nostra Olla.
La "scomparsa"
Alla morte del barone, nel 1828, gli eredi decisero di vendere l'intera collezione in blocco allo Stato prussiano. Fu così che la Olla di Nerulum conosciuta anche come Olla di Castelluccio fu trasferita a Berlino, diventando uno dei pezzi forti dei musei reali.
Il destino di questi reperti, però, sembrava segnato da una tragica fine. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Berlino fu rasa al suolo dai bombardamenti alleati. Nel 1945, i devastanti incendi scoppiati nei bunker dove erano state nascoste le opere d'arte ridussero in polvere migliaia di vasi fragili. Con l'arrivo dei sovietici, poi, i pezzi scampati al fuoco vennero sequestrati dall'Armata Rossa come bottino di guerra e finirono nascosti nei depositi segreti dell'Est Europa.
Per decenni si è letto su fonti più o meno ufficiali della perdita della Olla di Castelluccio, credendola inghiottita dall'inferno di fuoco del 1945 o svanita nel nulla in qualche dimenticato magazzino russo.
Alla morte del barone, nel 1828, gli eredi decisero di vendere l'intera collezione in blocco allo Stato prussiano. Fu così che la Olla di Nerulum conosciuta anche come Olla di Castelluccio fu trasferita a Berlino, diventando uno dei pezzi forti dei musei reali.
Il destino di questi reperti, però, sembrava segnato da una tragica fine. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Berlino fu rasa al suolo dai bombardamenti alleati. Nel 1945, i devastanti incendi scoppiati nei bunker dove erano state nascoste le opere d'arte ridussero in polvere migliaia di vasi fragili. Con l'arrivo dei sovietici, poi, i pezzi scampati al fuoco vennero sequestrati dall'Armata Rossa come bottino di guerra e finirono nascosti nei depositi segreti dell'Est Europa.
Per decenni si è letto su fonti più o meno ufficiali della perdita della Olla di Castelluccio, credendola inghiottita dall'inferno di fuoco del 1945 o svanita nel nulla in qualche dimenticato magazzino russo.
La "riscoperta"
A risvegliare l'interesse per questo tesoro dimenticato è stata una tavola rotonda organizzata dal sottoscritto a Castelluccio Inferiore nel 2019 con l'obiettivo di stimolare interesse per un progetto di sviluppo turistico/culturale. La Olla era già protagonista del mio TEDx a Potenza nel 2018 e tra le storie del "Racconta Pollino".
Questo input ha spinto due appassionati ricercatori di storia locale, Egidio Sproviero e Luciano Longo a prendere contatti con la direzione del museo di Berlino.
A risvegliare l'interesse per questo tesoro dimenticato è stata una tavola rotonda organizzata dal sottoscritto a Castelluccio Inferiore nel 2019 con l'obiettivo di stimolare interesse per un progetto di sviluppo turistico/culturale. La Olla era già protagonista del mio TEDx a Potenza nel 2018 e tra le storie del "Racconta Pollino".
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| Io e la Olla (l'unica foto conosciuta del 1905) al Tedx Potenza |
Questo input ha spinto due appassionati ricercatori di storia locale, Egidio Sproviero e Luciano Longo a prendere contatti con la direzione del museo di Berlino.
Sorpresa delle sorprese : la Olla di Nerulum godeva di ottima salute ed era esposta perfettamente nella sua teca.
Del resto anche nel lavoro pubblicato su THIASOS nel 2020 a cura del Professor Fabrizio Mollo è stata pubblicata una foto recente della Olla in tutta la sua bellezza. Non sono a conoscenza se il Professore sapesse dell'esistenza in "vita" prima della "riscoperta": glielo chiederò!
NOTE
* Il punto interrogativo sulla didascalia originale è dovuta alla non certezza della localizzazione di Nerulum. Di conseguenza fermo restando che la Olla è stata certamente trovata tra Laino e Castelluccio non si hanno documentazioni sufficienti per poter stabilire che Nerulum fosse in quest'area.



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