11 gen 2022

Il Granchio blu nel Mar Jonio

Durante una passeggiata sulle spiagge di Policoro ci siamo imbattuti in una chela di Granchio  con sfumature tra l'azzurro e il blu.

 

Si tratta di una chela di Granchio Blu (Callinectes sapidus), originario delle coste atlantiche americane specie invasiva e predatore che oggi popola i mari italiani.

La storia del granchio blu in Italia passa attraverso apparizioni silenziose che nel giro di settant'anni, si sono trasformate in una vera e propria invasione. 

Tutto ha inizio ufficialmente nel 1949 a Venezia. È qui che viene documentato il primo esemplare in assoluto sul suolo italiano probabilmente arrivato nelle acque di zavorra delle navi americane nel secondo dopoguerra. 

Nel 1951 compare nello Stretto di Messina, ma è negli anni '60 che la sua presenza diventa una costante quasi "familiare" per i pescatori della Sicilia orientale. Nell'area industriale di Augusta, i pescatori iniziarono a chiamarlo "l’Americano", intuendo correttamente la sua origine transatlantica, facilitata dal continuo viavai di navi petroliere.

Nel 2008 il granchio blu viene identificato a Policoro, precisamente presso la foce del fiume Agri. Questo avvistamento è cruciale perché segna il passaggio della specie dal mare aperto agli ecosistemi fragili delle foci e dei canali di bonifica.

Tra il 2010 e il 2015, la situazione è precipitata in Salento: zone come Gallipoli e Porto Cesareo hanno visto un incremento drastico della specie, che ha iniziato a distruggere le reti della piccola pesca artigianale. Contemporaneamente, sul versante tirrenico, la Laguna di Orbetello e gli stagni della Sardegna diventavano nuovi fronti di questa colonizzazione silenziosa.

Tra il 2019 e il 2022, quella che era stata una presenza discreta per settant'anni è esplosa in una proliferazione fuori controllo nel Delta del Po. Tra le sacche di Goro e Scardovari, il granchio blu è passato da "curiosità" a "flagello economico", decimando le produzioni di vongole e portando il fenomeno sotto i riflettori della cronaca nazionale.

Rischi per gli ambienti di acqua dolci

Il granchio blu è una specie eurialina, capace di adattarsi a livelli di salinità molto diversi. Questa caratteristica gli permette di risalire i fiumi (come l'Agri e il Sinni) per chilometri, colonizzando canali e zone d'acqua dolce a caccia di cibo.

Tuttavia, il suo ciclo vitale resta legato al mare: sebbene l'adulto possa vivere nell'entroterra, la riproduzione richiede acqua salata. Le femmine devono infatti tornare verso la costa poiché le uova e le larve non sopravvivrebbero in acqua dolce. Una volta diventati adulti, i nuovi esemplari riprendono la risalita verso i fiumi, ricominciando il ciclo.

Speriamo che la lontra (Lutra lutra) possa svolgere un ruolo di controllo biologico e giovare anche di maggiore disponibilità trofica predando questa specie invasiva.

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