L’Abete Bianco (Abies alba) vive, misto al faggio, in estese foreste nel versante nord orientale del Pollino, sopravvissute ai massicci tagli dei primi decenni del XX sec., habitat del rarissimo Picchio Nero, presenta pochi altri nuclei relitti nella provincia di Potenza.
L’Agrifoglio (Ilex aquifolium), detto “fruscio”, cioè rumore, forse per la consistenza coriacea delle foglie), nonostante sia generalmente ridotto a pochi esemplari sparsi nel sottobosco di cerro, forma in alcune zone piccole selve compatte spinose ed impenetrabili (il girone dantesco dei suicidi), relitti paesaggistici di epoca Terziaria.
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| Agrifoglio con frutti |
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| Il "maggio" di Castelmezzano |
Biagio Longo, un emerito
botanico di Laino Borgo nel Pollino, ispirato dalla somiglianza della corteccia di questi con la lorica (corazza) dei soldati romani delle rappresentazioni religiose della Passione di Cristo, per primo nel 1905 lo denominò “Loricato”.
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| Lorica |
La teda (o deda) erano lunghe schegge, ricavate dal legno di questa specie che venivano offerte come lumini votivi per la venerazione dei santi nelle chiese e nei santuari di montagna.
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| Segni di estrazione della Teda |
Infine il Tasso (Taxus baccata), del quale non c’è memoria di un utilizzo religioso o tradizionale. Velenoso e raro, vive nascosto nell’ombra delle faggete più remote, alle quali conferisce un’atmosfera magica e arcaica.





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RispondiEliminabuon video!
RispondiEliminaun salutto di un argentino figli di lucani!
ciaoooo!!!
: )