L'inverno è arrivato. Le foglie sono cadute, il vento soffia freddo, la pioggia e la brina mattutina mantengono la vegetazione bagnata.
I piccoli uccelli svolazzano da una siepe all'altra cercando riparo dai predatori, dalle intemperie... e da me. Ma nel coro di vocalizi sento che manca una voce.
| Scricciolo da wikipedia |
Non sento e non vedo lo scricciolo (Troglodytes troglodytes), un piccolo uccello grande quanto una noce, che in genere svolazzava rumorosamente davanti casa.
Mi chiedo come mai e mi guardo intorno. Mi rendo conto che manca qualcosa.
Mi chiedo come mai e mi guardo intorno. Mi rendo conto che manca qualcosa.
Manca una banale catasta di legna, un cumulo di fascine e i cespugli di rosmarino e salvia che ho piantato qua e là, sono ancora troppo piccoli per offrire rifugio.
Raccolgo qua e là delle vecchie tavole e dei pezzi di legno marci, destinati al fuoco o alla compostiera. Qualche vecchio mattone rotto, dei rami residui di potatura. Li accatasto poggiandoli a bordo di una piccola scarpata.
Aspetto qualche giorno ed ecco che sento il "TRRR TRRR" nervoso dello scricciolo: la natura è matematica!

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