lunedì 27 aprile 2020

Viadotto Italia: il gigante sconosciuto



Il Viadotto Italia è stato realizzato nel 1969 ed era,  fino al 2004 quando è stato realizzato in Francia il Viadotto di Millau, il ponte autostradale più alto d’Europa. Attualmente può essere considerato ancora il viadotto autostradale più alto in Italia e il “quarto ponte (non sospeso) al mondo in altezza realizzato per viabilità ordinaria” (fonte Gianfranco Oliva).
Il Viadotto Italia nel 2012 - sullo sfondo il Massiccio del Pollino

Il Viadotto di Millau, oltre a “rubarci” il primato, già dalla sua costruzione è diventato anche una importante attrazione turistica a differenza del “nostro” che è rimasto sconosciuto e inavicinabile, fatta eccezione per pochi appassionati di tecnologia industriale e capaci di avventurarsi lasciando l’autostrada e perdendosi sulle strade delle campagne Lainesi.

Infatti per chi viaggia, il passaggio sul viadotto autostradale non è esaltante, non si percepisce la grandiosità dell’opera e del paesaggio circostante. Inoltre è vietato fermarsi sulla carreggiata autostradale. L’unico modo per goderne la maestosità dell’opera è raggiungere alcuni luoghi panoramici uscendo dall’autostrada.
Il Viadotto Italia, diciamolo pure, dal punto di vista estetico lascia molto a desiderare ma dal punto di vista ingegneristico è  una’opera incredibile, il paesaggio circostante è di notevole fascino così come la storia del territorio circostante è di grande interesse culturale: Grotta del Romito, Riserva della Valle del Lao, Mercurion, Laos, San Nilo, Longobardi, Rafting, Trekking, Pollino, Fiume Lao, Lontra, Nerulum, paese fantasma... sono alcune “parole chiave” per aprire il la conoscenza del territorio.

Visto da Filomato: il sud è a destra
Il ponte serve per consentire all’autostrada di scavalcare la barriera del sistema orografico Pollino-Valle del Lao. Infatti l’autostrada attraverso questa zona connette strategicamente il nord con il sud ma strategicamente anche  la costa tirrenica con con quella ionica . Le alternativa sarebbero state  un passaggio lungo le coste, che avrebbe lasciato irrisolto il problema della connessione est-ovest o una lunga galleria che forava il Pollino da una parte all’altra.

La valle del Lao si presenta con una profonda spaccatura, fortemente sismica e dalle pendici non molto coerenti. Immagino la faccia degli Ingegneri Fabrizio de Miranda, Carlo Cestello Guidi e Pellegrino Gallo  quando per la prima si affacciarono sulla valle per individuare la migliore soluzione per consentire il passaggio dell’autostrada.

La struttura è costituita da 2 piloni di cemento, il più alto poggiato su uno sperone roccioso alto m 145, il secondo m 109, sui quali è poggiata una unica struttura di acciaio lunga m 425 metri. La luce tra i due piloni è m 175. Il piano stradale corre a  circa quota m 260 rispetto al fondo della Valle del Lao. La parte in acciaio era connessa all’autostrada sia sud che a nord tramite viadotti in cemento. Attualmente i viadotti di accesso sono stati rifatti completamente seguendo un tracciato diverso e utilizzando in parte la stessa soluzione acciaio e cemento.
Il ponte nel 2012 prima dei lavori
Infatti con l’ammodernamento quel tratto è stata completamente ridisegnando. Solo il “Viadotto Italia” è stato lasciato tal quale a riprova che si tratta di un’opera ben fatta  che dovrebbe essere orgoglio dell’ingegneria italiana.
Durante i lavori di ammodernamento
Particolare durante i lavori. Si vedono le vecchie rampe in cemento in demolizione e le nuove in acciaio che avanzano

Immagine del ponte con i lavori finiti
L’unico problema è avvenuto il 3 marzo 2015, proprio durante i lavori di smantellamento delle vecchie rampe di accesso. Ricordo che era pomeriggio tardi quando sentii un potente boato, simile ad una scossa sismica. Più tardi proprio da Laino Borgo vedendo luci e sirene intermittenti nell’area del cantiere compresi che qualcosa di grave era avvenuto. Una delle campate Sud durante la demolizione era crollata prima del previsto ed è precipitata ”ciclopicamente” per 80 metri urtando anche il pilone di sostegno, causando quindi la chiusura del traffico nei due sensi di marcia (fino a quel momento il ponte era utilizzabile) strozzando il traffico autostradale con deviazione sulla inadeguata e obsoleta viabilità locale.
Durante i lavori visto da località Capo a mare
I giornali nazionali ricordo ne parlarono dopo 3 giorni, forse non avevano compreso le gravi ripercussioni sulla viabilità nazionale, con merci deperibili costrette ad allungare di 24h il transito lungo la viabilità alternativa della costa Jonica e Adriatica.

Nell’incidente perse la vita il giovane operaio rumeno Adrian Miholca, ennesimo martire del lavoro, che non ho conosciuto personalmente ma alloggiava in un albergo che in quel periodo frequentavo spesso.
Una immagine presa da Google Map dove si vede il nuovo tracciato in costruzione che entra immediatamente in galleria e quello vecchio che verrà demolito che aggirava la montagna.

Viadotto Italia potrebbe diventare una attrazione turistica come il Viadotto Millau intercettando i viaggiatori che si spostano per vacanze sulla SA-RC.  Basterebbe lungo l’autostrada aggiungere dei cartelli che invitano a visitare il “ponte più alto d’Italia”, mettere delle segnalazioni turistiche dedicate agli svincoli di Mormanno e Laino, attrezzare alcuni punti di osservazione panoramici strategici, sia da una parte che dall’altra delle due sponde, con aree di parcheggio, sosta e di osservazione, con pannelli esplicativi che spieghino bene ciò che si vede.  Costerebbe pochissimo sia la realizzazione, in quanto si userebbe la viabilità di servizio già esistente e anche la gestione sarebbe limitata ad un minimo di manutenzione e di mantenimento dell’igiene delle aree utilizzate. 

Senza inventarsi inutili e costose opere.

Ulteriori informazioni sulla storia del Viadotto Italia con bellissime immagine storiche della costruzione le trovate su Faro Notizie

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2 commenti:

  1. Grazie per questo bell'articolo che condensa sia la struggente bellezza dell'area, e sia le incredibili maestrie dell'ingegneria italiana. Spero a breve di poter ammirare il ponte, dal vivo.

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    1. Grazie. Sarà un piacere avere la sua condivisione del mio scritto sui social.Nell'attesa dell fine dell'emergenza covid-19 siamo già pronti a guidare in sicurezza persone a visitare i luoghi citati.

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