lunedì 31 agosto 2015

Il toponimo LICARI

Licari è un cognome tipicamernte siciliano, con massima concentrazione nella Sicilia occidentale a Marsala, ottima diffusione anche a Petrosino e Mazara del Vallo nel trapanese e nel palermitano, l'origine etimologica è controversa, la prima ipotesi è una derivazione dal nome greco Licarius, ricordiamo con questo nome l'ammiraglio bizantino che conquistò nel 1269 le isole Cicladi e che divenne Triarca della Calcide nel 1279 fino al 1296, ma potrebbe anche derivare per aferesi dal vocabolo greco arcaio alykares (lavoratore delle saline o venditore di sale) e sottointerebbe che quello fosse stato il mestiere del capostipite, come potrebbe derivare dal termine greco lycos (lupo) ad indicare che il capostipite era invece un cacciatore di lupi.

Licari.
1) "Arcilupo", derivato dal greco lykos = "lupo" (Rohlfs);
2) dal lat. ricarius = "confezionatore o rivenditore tessile" ' (Pensabene);
3) dal greco mediev. alykàres = "salinaio" (Caracausi). • Attestaz.: nikólaos alykàres, Sicilia, 1143.



Oronzo: il gigante di argilla sconosciuto

Cè un gigante posto a presidiare la Val D'Agri. Lo si incontra salendo dallo Jonio dopo aver superato il comune di Sant'Arcangelo e di Aliano.
Si chiama Oronzo, ogni volta che passo, la sua sagoma è confusa dai controluce e dalle nebbie. Incute paura ai passanti, quasi come ad avvisare che sono finite le morbide colline coperte di ulivi e aranci. Da adesso in poi siete nell'Appennino coperto di boschi sconfinati e misteriosi, da praterie che coprono montagne che sfidano la gravità.

Per la verità questo gigante è un blocco di argilla e conglomerato, eroso dalle acque piovane e fluviali. A mio avviso insieme alla "scaletta" del castello di Castelmezzano (prima dell'orrenda scala di metallo), al Pino Loricato della Grande Porta (prima che lo bruciassero), alla skyline del paese di Craco, alla sagoma del Cristo di Maratea, al profilo del "maggio" o della "pitu" e all'incompiuta di Venosa, dovrebbe essere una delle icone più rappresentative del paesaggio e della storia della Basilicata.

Scusate se le mie foto non sono bellissime, ma proprio non vuole farsi fotografare.

Si chiama Murgia di Sant'Oronzo (o Murge di Sant'Oronzo) e si trova nel comune di San Martino d'Agri (PZ), nel Parco dell'Appennino Lucano, dove il Torrente Nocito si immette nel fiume Agri. Raggiunge quota 622 m slm, ma è poggiato nel fondovalle a quota 320 m slm. Sono circa 300 metri di caduta libera. Un vero spettacolo.