28 ott 2003

Racconta pollino: Prenderti per la gola

Eccomi a casa finalmente solo. I bambini dalla nonna.


Sto preparando una cena che ti lascerà senza fiato. Il tavolo è apparecchiato per due. Due bicchieri per ognuno: uno per l’acqua e l’altro per il vino. Avrei dovuto metterne un altro ancora… ma con il menù di stasera il vino bianco non si combina.

Ho messo anche le candele, come si addice ad una cena romantica, per le occasioni importanti. I fiori: un mazzo di rose rosse al centro del tavolo. La musica: sono indeciso, ci vorrebbe qualcosa di lento, dolce, magari jazz. Ma dove lo prendo? Io ascolto solo musica etnica e rock. Una tarantella non mi pare proprio il caso. Però forse David Bowie potrebbe andare bene: fa un po’ di atmosfera.

Un po’ di olio di Lavanda, di Campotenese, per profumare di fresco la stanza.

Torniamo al menù. Cominciamo con un bell’antipasto vegetariano: melanzane rosse di Rotonda alla griglia, pomodorini ripieni e funghi sott’olio. Qualche scaglia di formaggio pecorino di Moliterno. Una fetta di lardo di Terranova di Pollino e lenticchie di Mormanno.

Ho preparato addirittura due primi. Il primo “primo” è una tagliatella al sugo di cinghiale (rigorosamente di bracconaggio). Ci ho messo poco poco di pomodoro e una grattatina di tartufo nero di Viggianello e bianco del Serrapotamo. Il “secondo” invece è una bella minestra tappi e fagioli (di Rotonda) al pomodoro con peperoncino piccante di Diamante. Li servirò caldi caldi, uno alla volta.

Sui secondi riprendo il cinghiale che ho cotto in umido e lo servirò insieme ai funghi porcini e peperoni di Senise. Ho messo poco aglio (di Laino Borgo): salviamo l’alito. Dopo il cinghiale due pezzetti di capretto delle timpe di Civita con patate marche di Sanseverino Lucano e di Bifaro di San Chirico Raparo. Anche questo al forno, profumato con timo, origano e salvia.

Il dolce? Non ci ho pensato e comunque non avevo molto tempo. Ma una bel semifreddo al pistacchio di Stigliano non sarebbe stato male. Però ho preso il gelato fatto in casa qui alla pasticceria con le fragole di Policoro. E poi troppi dolci fanno ingrassare… anche se un bel dolce con mele, noci, miele della Serra del Prete e cioccolato fondente amaro di Trinidad. 

Il caffè? si alla fine un bel caffè… per rilassarmi.

Quando arriverai, ti farò accomodare al tuo posto, ti verserò un bicchiere di vino e mentre sarai lì lì per aprire bocca e lamentarti su come ho disposte le stoviglie sul tavolo… prima che cominci a chiedermi che schifezze ho preparato… prima ancora che tu dica che i fiori sono un inutile spreco… che odi il profumo di lavanda… che non c’è nulla da festeggiare… che è da pazzi cucinare tutta questa roba… che la carne non ti piace… che i fagioli fanno male…che la pasta ingrassa… che il vino ubriaca… ti passerò alle spalle… ti prenderò per la gola e stringerò forte forte… finchè sentirò il tuo ultimo respiro, il tuo cuore dare l’ultimo “toc”.

E finalmente non dirai una parola… e potrò mangiare quello che mi pare!

di Giuseppe Cosenza

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