sabato 3 febbraio 2018

La Foresta che Cammina di Rocco Perrone

Siamo nella stagione dei carnevali. 
Approfitto quindi di riproporre sul mio blog la recensione  del 2014 di Rocco Perrone alla cineistallazione di "Alberi" di Michelangelo Frammartino ispirata alla figura del "Rumit" di Satriano di Lucania (PZ).

L'auspicio è che questa opera non finisca, insieme al mio "lavoro" per promuoverlo, nel dimenticatoio  ma che venga realizzata una proiezione permanente in qualche località della Basilicata.
il Rumit durante il carnevale

"Alberi a Milano. Il racconto di Rocco Perrone
Venerdì 29 Novembre nel Teatro Manzoni di Milano si è vista, sentita e assaporata la Basilicata. “Alberi”, la cineinstallazione di Michelangelo Frammartino, dopo essere stata al MoMA di New York, con successo di critica sia in Italia (ne parla Anselma Dell'Olio in questa intervista) che all'estero (con la cover dell'inserto Arts del New York Times), e al CPH:DOX di Copenhagen, ha inaugurato il Film Maker Festival che nel 1997 produsse un'installazione del regista, come lui stesso racconta in questa intervista. “Verde, verde e ancora verde” è l'attacco dell'articolo di Barbara Casavecchia che su Repubblica.it descrive molto bene quello che si vede e si sente durante la proiezione. Io sono presente a questa inaugurazione in rappresentanza del carnevale di Satriano, paese in provincia di Potenza dove sono nato e dove vivo, che ha “prestato” una delle sue maschere tipiche, u rumit, alla creatività di Frammartino. Non ho lo sguardo tecnico dell'addetto ai lavori anche se Leporace, direttore della Lucana Film Commission, in questo post su FB, mi definisce un attore!
Bè, in realtà durante le riprese non ho fatto altro che trasformarmi in rumit con l'edera addosso, come me altre cento persone. All'entrata, prima di entrare in sala, un televisore enorme passa i credits: ci sono tutti, nessuno escluso. Lo so perché c'ero durante le riprese e ho letto tutti i nomi.

Ci sono i ringraziamenti speciali a Donato Perrone (simbolo vivente del carnevale), Carmine Pascale (instancabile realizzatore di rumit) e Rocco Cavallo dell'amministrazione di Satriano. Come ci sono quelli per i tree men di Armento e Satriano. 

C'è anche un pensiero per Giuseppe Cosenza, una guida del Parco del Pollino, che per primo descrisse il rito a Frammartino. 

Piccoli, grandi gesti di riconoscenza.

La mia personale impressione è ovviamente condizionata dall'emozione di vedere i nostri rumit su quello schermo gigantesco, sentire il rumore dell'edera che viene strappata dagli alberi, riconoscere i miei piedi in mezzo agli altri uomini albero o l'inconfondibile incedere della camminata del mio amico Massimo. L'ho guardato per cinque volte. Quei venti minuti di suoni e colori avvolgenti sono il manifesto del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano e, perchè no, di tutta la Basilicata. Uno spot formidabile anche per il carnevale di Satriano.
E io sono qui per questo, per parlare della Foresta che cammina che abbiamo intenzione di organizzare il primo marzo 2014. La risposta di Satriano ad “Alberi”, come mi ha detto Frammartino. Il programma è già pronto e potete consultarlo qui. L'idea è proprio quella di vestire cento rumit, che una volta all'anno lanciano un messaggio ecologista, dando la possibilità a chiunque ne faccia richiesta di diventare uomo albero per un giorno per vivere la sensazione mistica e fisicamente molto provante di “indossare” la natura. All'inaugurazione del Film Maker Festival di Milano ho avuto l'opportunità di spiegare ai presenti quello che sta succedendo a Satriano.
Le nuove generazioni si stanno riappropriando del rito dopo averlo messo in gioco, grazie a Frammartino, rompendo alcuni schemi mentali come: vedere per la prima volta tutti insieme quel numero di rumit, portarli in un altro paese (ad Armento dove è stato girato il video) e in un altro periodo dell'anno lontano dal carnevale. All'improvviso ci siamo resi conto della bellezza e della forza simbolica della nostra maschera. È stato necessario guardarla da un altro punto di vista e per questo siamo grati ad “Alberi”. Il valore dell'opera è fuori discussione. All'uscita dalla proiezione commenti positivi ed entusiastici per tutto quello che l'installazione riesce a suscitare e per gli interrogativi che pone nel modo di interpretare il cinema.
Probabilmente verrà presentata in altre parti del Mondo. Il rumit continuerà a “rompere lo schermo” ma il successo più grande noi satrianesi l'abbiamo già avuto: ci siamo svegliati e siamo orgogliosi che un'opera d'arte contemporanea stia influenzando la nostra tradizione. Ora.
Rocco Perrone"

Il Rumit ospite alla Quercia di Licari

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