martedì 21 marzo 2017

Un Cervo a Campotenese

L"Osso"
Durante una escursione sui miei Itinerari Napoleonici a Campotenese (Morano Calabro, (CS) - P. N. Pollino), sul vecchio tracciato ferroviario della Ferrovia Calabroa Lucana mi imbatto in uno strano "osso". Si tratta ad un esame attento di un palco di cervide fortemente danneggiato dal rosicchiamento da parte dei cani, tra l'altro presenti lì vicino.

Presenta all'estremo opposto della corona  i due monconi corrispondenti alle ramificazioni distali del palco e nessun segno di pugnali in posizione basale o mediana. Sembrerebbe quindi di capriolo fatta eccezione per la anomala lunghezza: misura infatti qualsi 35(!).  Sulla base delle mie informazioni, penso che si tratti di capriolo in quanto questa area è frequentata storicamente dalla popolazione relitta del Capriolo autoctono dell'Orsomarso  (Capreolus capreolus, Linnaeus, 1758) e non è segnalata presenza di altri cervidi.
Tornato a casa con l'aiuto di immagini e dal confronto con persone esperte, scopro con sorpresa che trattasi semplicemente di 1 fusone di 1 anno di Cervo (Cervus elaphus Linnaeus, 1758) , che caratteristicamente manca in questa fase del "pugnale" basale.
Immagine presa da un volantino a Bialowieza, la freccia indica il fusone


Chiedo informazioni ad un agente dell'ex CFS ed al Parco che confermano che fino ad oggi (marzo 2017) hanno avuto solo segnalazioni molto dubbie di cervidi con estrema confusione tra cervo, capriolo e daino (pare che ci sia qualche esemplare di questi ultimi fuggito dalla cattività). Pare inoltre che negli anni precedenti si siano visti dei cervi nell'area di Piano Ruggio che non dista molto da Campotenese.
Quindi Campotenese fino a questo momento non era compresa nell'areale del Cervo. Questa specie  con la reintroduzione avvenuta nel Pollino lucano nel 2003 non aveva ancora raggiunto i Monti di Orsomarso, probabilmente a causa della presenza negli ultimi anni del cantiere autostradale della A3, (con massicci movimenti terra, esplosioni, traffico di camion, ecc)  che ha rappresentato una grande barriera ecologica tra i due massicci del Parco.
Il capriolo invece aveva tranquillamente superato questa barriera con numerose segnalazioni nell'area nord già dai primi anni del 2000, mettendo al sicuro il capriolo autoctono dall'estinzione.

Insomma una buona notizia. Non sappiamo se si tratta di un esemplare isolato disperso o di un gruppo di cervi, maschi e femmine, ma con il cantiere A3 ormai terminato non sarà difficile per i Cervi raggingere e superare Campotenese e diffondersi nelle selvaggi valli e boschi dell'Orsomarso.

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