mercoledì 23 marzo 2016

Il saluto di Franco Tassi alla Fiera delle Idee Concrete

Il dott. Franco Tassi invitato alla Tavola Rotonda dedicata agli alberi monumentali non potendo fisicamente raggiungerci ci ha mandato un saluto.

E’ molto bello, e significativo, che dal Mezzogiorno d’Italia giungano messaggi in difesa degli alberi, delle foreste, della natura. Tanto più importante proprio oggi, che contro il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico del nostro Paese si è scatenata una lotta senza limiti, con ogni mezzo e con i più assurdi pretesti. Di fronte alla quale la gente, che potrebbe e dovrebbe ergersi strenuamente a difesa, sembra troppo spesso passiva e rassegnata, inerte e imbelle, quando non addirittura omertosa e connivente.
L’iniziativa per la tutela dei patriarchi verdi del Sud, che rieccheggia lo spirito della storica Operazione Grande Albero lanciata nel lontano 1970, merita la più ampia diffusione e il massimo sostegno, e saremmo stati ben felici di parteciparvi, ma non godendo del dono dell’ubiquità questa volta invieremo un breve Messaggio, anche perché il Comitato Parchi e il Centro Studi saranno più che degnamente rappresentati.
Il nostro Messaggio viene espresso attraverso le sintetiche riflessioni che seguono.

Mezzogiorno Scrigno di Biodiversità
Straordinario, e ancora molto da esplorare, è il patrimonio naturalistico del nostro Mezzogiorno, capace di riservare ancor oggi inattese e incredibili sorprese. Una cornucopia ricchissima, che meriterebbe ben maggior cura da parte della cittadinanza e delle istituzioni. Basti pensare agli Ulivi millenari del Salento, ai quali veniva prestata scarsa attenzione, fino al momento in cui sono stati minacciati da demenziali tagli, espianti e veleni, che hanno finalmente risvegliato la fiera reazione della popolazione.

Il popolo del Salento in difesa dei suoi Ulivi contro tagli, espianti e veleni…




Gli esempi di curiosità, misteri e scoperte abbondano soprattutto nel regno animale, tanto da sconfinare talvolta nel campo della Criptozoologia. Meritano di essere ricordati enigmi ben noti, come quelli di Lince appenninica, Camaleonte, Boa delle sabbie; e spingendosi oltre, alle entità scomparse, come il Lupo di Sicilia, che si ha ragione di ritenere fosse ben diverso dal Lupo appenninico. Tra gli Uccelli, non possono essere dimenticati Cicogna nera e Picchio nero e poi, se ci si spinge nell'ambiente marino, Foca monaca e Calamaro gigante. Ma considerando il mondo sterminato degli Invertebrati, nella storia naturale dei Coleotteri fitoxylofagi scoperti negli ultimi anni, come Buprestis splendens, Buprestis humeralis, Acmaeodera tassii e Cyphosoma euphraticum, c’è davvero ancora molto da approfondire.



La scoperta più recente nel Sud (ora alla verifica incrociata del Gruppo Lince): un individuo di Lince sorpreso e fotografato da un turista nei boschi della Calabria.

Non riveliamo certo una novità sconvolgente, affermando che il Italia, e in particolare proprio nelle Regioni più privilegiate dalla natura, la cultura ecologica lascia molto a desiderare. Frutto di una serie di ragioni storiche, tra cui spiccano la secolare dominazione straniera e la prevalenza della cultura umanistica, con conseguenze manifeste in ogni settore della vita civile. La Scuola è carente, e non si pensa nemmeno a ripristinare l’educazione civica, ambientale, sanitaria e stradale, tanto per limitarci ai settori più critici. L’Università è baronale, dedita soprattutto alla corsa a fondi, pubblicazioni e carriere, sempre più fagocitata da tentazioni tecnologiche, più che lanciata verso la ricerca pura. I Musei sono praticamente inesistenti, o vergognosamente trascurati, proprio là dove potrebbero svolgerebbero un prezioso ruolo informativo e formativo. La Burotecnocrazia è più che mai indifferente, se non ostile, alla conservazione della natura e delle sue risorse. Quanto alla Politica, nella sua sfrenata sete di dominio, essa “ha scelto l’ignoranza”, come afferma il recente manifesto sottoscritto da 500 scienziati europei. Che dire di più? Per chi nutrisse ancora qualche dubbio, sarà sufficiente un quesito. Come mai la maggior parte delle scoperte zoologiche più valide proviene sempre dal mondo indipendente, da esperti e studiosi appassionati, dilettanti e non professionisti, al di fuori di qualsiasi progetto o programma accademico?




Un Coleottero nuovo per la scienza scoperto nelle esplorazioni naturalistiche del Mezzogiorno, poi descritto come Acmaeodera tassii dallo specialista L. Schaefer.
Analfabetismo ecologico
L’impressione dei più qualificati osservatori internazionali è che l’Italia, erede di un passato unico e glorioso, sia ormai purtroppo un Paese in decadenza, senza grandi possibilità di ripresa. Una nazione dove tende oggi a dominare il bieco principio materialista che “con la cultura non si mangia”, mentre i valori morali e spirituali, l’equità e la giustizia, la verità e la memoria storica, la riconoscenza e il merito vengono considerati soltanto fastidiosi ostacoli da rimuovere. Mezzogiorno rapinato, alberi massacrati, boschi devastati, parchi banalizzati e asfaltati, paesaggi violentati, fauna perseguitata… Affoghiamo indubbiamente nel più lampante “analfabetismo ecologico”. Eppure, bersagliati da un’informazione spesso manipolata, sembriamo non rendercene conto. Tutto il “sacco d’Italia” perpetrato dai nuovi Lanzichenecchi viene ammantato nel velo ipocrita della cosiddetta “Green Economy”. La madre di Biomasse, Biogas, Inceneritori & C., che sarebbe quindi meglio definire “Grey Economy”.
La folle corsa al massimo sfruttamento delle risorse per terra e per mare, a vantaggio di pochi, rischia di devastare il Patrimonio Naturale, vero Bene Comune.

Conclusione
Questo Paese tanto sonnolento potrà un giorno risvegliarsi? In ritardo, con fatica, tra mille difficoltà, qualche esempio di sensibilità culturale, rivolta ecologica e cittadinanza attiva sembra affiorare qua e là. Dopo la grande opposizione alle scorie nucleari di Scanzano, sono fioriti in varie parti d’Italia i Comitati a favore della Forestale e contro la privatizzazione dell’acqua, i Gruppi in difesa dell’Orso e del Lupo, degli Uliveti e delle Pinete, i Movimenti No-Tav, No-Triv e così via… Ma non basta ancora, per una decisa inversione di rotta occorrerà una forte mobilitazione. Ai Referendum contro le Trivellazioni e per la Costituzione dovranno aggiungersi forti Iniziative contro gli incentivi alle disastrose Biomasse…



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Ne saremo capaci? Ancora una volta, la soluzione dell’eterno “dilemma” Uomo-Natura resta affidata a noi. La salvezza non verrà da prodigi esterni, ma dalla nostra mente e dal nostro cuore.

Siamo un Paese marcescente, è vero. Ma nella natura, in quell’equilibrio ecologico in perpetuo dinamismo, dal legno morto rinasce finalmente la vita. Dalle macerie del fallimento della corsa allo sviluppo illimitato, domani potrebbe germogliare una nuova umanità più generosa e responsabile. Dipenderà dalle energie che sapremo sprigionare a favore di Madre Terra, la nostra Casa Comune.

Franco TASSI
Centro Parchi Internazionale
Roma, 18 Marzo 2016

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