venerdì 2 ottobre 2009

Sarò Jena, Arpia, Sciacallo



Sarò Jena
che divorerà il suo cuore,
o Arpia che artiglierà i suoi polsi.
Insoddisfatto,
m’accanirò sul suo corpo
come il peggiore degli Sciacalli
terminando il mio pasto
con i brandelli della sua carne putrescente,
seccata dal sole,
sparsa nel campo,
avvolta da nugoli di Mosche.

Con la bocca putrida
Colma delle sue viscere nauseabonde
tornerò da te, amore mio,
sazio del sangue del suo cuore
che spense il TUO cuore.

e mendicherò da te l’amore
che mi neghi
che da sempre, mi appartiene
che da sempre sarebbe stato mio
l’amore  che
lui ferì,
uccise,
violentò.