venerdì 13 giugno 2008

Abete bianco

Ho rinvenuto un giovane esemplare di Abete Bianco (Abies alba), sul versante sud del Monte Pollino. Si tratta di un esemplare in un'area dove precedentemente non era mai stata documentata la presenza di questa specie. In particolare l'esemplare si trova sul versante calabrese in esposizione sud all'interno di una densa copertura di faggi (Fagus sylvatica), su substrato calacareo-dolomitico non lontano da un gruppo di Pini Loricati (Pinus leucodermis).
L'Abete Bianco, nell'Appenino Meridionale vive sempre associato al Faggio, costituendo una speciale associazione botanica, la Feggeta-Abetina. Questa associazione è rappresentata da bellissime foreste soprattutto nel versante Nord-orientale del Massiccio del Pollino, con la presenza di esemplari di notevoli dimensioni e età venerabile.
La foresta di Abete era molto più diffusa agli inizi del secolo XX di quanto lo sia oggi, e si estendeva ampiamente ad esempio anche nell'area compresa tra i Piani di Vacquarro fino al Piano di Pedarreto nel Comune di Rotonda, ma a causa di intensi e scriteriati è da qui scomparsa.
Nella "Nera foresta" (secondo la prima descrizione del 1826 del Tenore, botanico napoletano), sopravvivono ancora oggi popolazioni faunistiche interessanti come il Picchio Nero (Dendrocopus maior) e la Martora (Martes martes), oltre a numerose specie botaniche ad esso associate come il Vischio dell'Abete e la Scilla bianca, l'Acero di Lobelius. Inoltre le foreste di abete ogni anno sono al centro dei riti arborei delle popolazioni di Alessandria, Terranova di Pollino, Viggianello e Rotonda che nell'Abete hanno da sempre individuato il loro simbolo totemico.
Le Faggete-Abetine del Pollino quindi rappresentano un elemento paesaggistico e naturalistico che ogni anno richiama da tutto il mondo, migliaia di antropologi, ornitologi, botanici, zoologi e amanti delle escursioni in ambienti naturali, selvaggi ed unici come difficilmente si può trovare altrove in italia, lungo la splendida rete di sentieri, compreso il vecchio tracciato Decauville della RUE-PING.
Nel complesso si tratta di un valore ambientale che rappresenta, anche se non percepito dalle amministrazioni locali, di un richiamo turistico superiore a quello esercitato dal Pino Loricato, albero simbolo del Parco.

3 commenti:

  1. Aspettavo la segnalazione ufficiale nel tuo blog, poichè, già avevo letto la news su altri siti.

    Complimenti per la scoperta. Bisognerebbe clonarti :)!

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  2. la foresa d'abeti ha per me un'attrzione mistica. a volte vorrei vagare per i boschi senza mai uscire allo scoperto..e poi è bello vedere questi alberi spuntare con le loro cime solenni dal bosco di faggio...un effetto splendido in inverno..(scusate il mio (consueto) tono misticheggiante ma io non resisto). dici bene quando parli del valore paesaggistico e naturalistico delle nostra foresta... come dissi una volta al compagno aiello "ma avimu visuogno di l'alaska nui: teh, guarda st'abete bianco chi spettacolo"...
    un saluto da roma... w il piccolo abete bianco e la carica di speranza che si porta con sè...

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  3. A differenza dei ns politici tu almeno non sei stonato......

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