domenica 28 ottobre 2018

"Erano usanze popolari": le origini di Halloween


Halloween viene considerata una tradizione Americana estranea alla nostra cultura. Di fatto è una tradizione Europea, arrivata con i primi coloni dal vecchio continente, tornata in Europa in una versione “riveduta e corretta”, più chiassosa e commerciale.

domenica 14 ottobre 2018

Il Pino Loricato di Baykushev

Visitare la penisola balcanica è un ottimo modo per capire meglio il Pollino e in generale il meridione d'Italia, sia dal punto di vista storico che naturalistico. Ad esempio i pini loricati.

Baykusheva mura ed io

mercoledì 3 ottobre 2018

Dorcadion: il pascolatore sotterraneo

Dei Dorcadion, pur avendoli visti intorno casa (spesso vittime delle mie fameliche galline), non me ne sono mai interessato più di tanto.
Dorcadion a Laino Borgo

giovedì 19 luglio 2018

Cercatore di alberi: il Tiglio di Piano Ruggio

Il Belvedere del Tiglio
In pieno inverno mi era sembrato un olmo, ingannato dall’unica foglia, di piccole dimensioni, che avevo trovato ai piedi dell'albero (invece di un Sorbo montano) e dalla corteccia dei numerosi fusti. Ma con il beneficio del dubbio mi ero promesso di andare a verificare.

sabato 23 giugno 2018

Cercatore di alberi: trovato l'Abete del De Gasperi

Vi ho già parlato dell'"Abete Bianco del De Gasperi" visto da lontano quest'inverno salendo al Monte Grattaculo grazie alla faggeta spoglia. L'ho chiamato così perchè non è lontano dallo storico Rifugio De Gasperi di Piano Ruggio, attualmente chiuso.
Sono andato a cercarlo. Sembrava facile. Ma la faggeta ormai verde toglieva la visibilità in profondità.

eccoci insieme tutti e tre!


lunedì 28 maggio 2018

Pini Loricati fuori dai "Luoghi Comuni"


Pini loricati in bosco ceduo
Del Pino Loricato (Pinus heldreichii H.Christ, 1863 più conosciuto come Pinus leucodermis Antoine 1864) si è spesso detto che è una specie in via di estinzione, invece in alcune aree sembra in espansione con una grande vitalità.

giovedì 10 maggio 2018

Sambuco "prêt-à-porter"

Una delle piante che mi sono portato da casa quando ho cominciato a lavorare all'Agriturismo la Quercia di Licari è stato il Sambuco comune (Sambucus nigra). Senza nessuna ragione particolare. Mi piaceva.

Piantumazione del Sambuco nel 2013

martedì 1 maggio 2018

Un morso di vipera

Non mi era mai capitato di vedere un morso di Vipera.
Ho conosciuto una persona "convalescente" che ha avuto la sfortuna di essere morso da una vipera mentre raccoglieva gli asparagi... il primo asparago del 2018.
 La Vipera era in termoregolazione proprio vicino al ghiotto ortaggio selvatico.


lunedì 16 aprile 2018

Lo scoiattolo nero nel versante lucano


Trenta anni fa vedere uno scoiattolo nero nel Pollino era un fatto eccezionale. Per quanto fosse nota la sua presenza erano comunque molto rari. Nella mia famiglia, rotondese doc, che ha vissuto la campagna si parlava solo di "ghiri" ma con questo termine non è detto che si intendesse in senso stretto il ghiro (Glis glis).

venerdì 13 aprile 2018

Cercatore di Alberi: L'abete del De Gasperi


La faggeta la conosciamo come una foresta molto poco "biodiversa". 
La dominante arborea del Faggio (Fagus sylvatica) sembra non lasciare spazio ad altro o almeno così è adesso.
Ci vengono però dubbi in proposito ogni volta che girovagando in queste foreste incontriamo qualche esemplare di specie diversa.
L'abete bianco di Piano Ruggio


domenica 25 marzo 2018

Terzo viaggio a Bialowieza

Cosa mi resta di questo terzo viaggio a Bialowieza?
Bisonti Europei
Mi resta l’emozione di rivedere un posto e sentirlo un po’ come se gli appartenessi, una estensione del mio “Heimat”.
Mi resta il piacere di aver incontrato di nuovo Joao, un “pazzo” portoghese che ha scelto di vivere il più possibile vicino ai pascoli del Bisonte, di vivere nello stesso posto dove vive e cammina questo pezzo di preistoria.

lunedì 19 marzo 2018

“U ‘Mmito” di San Giuseppe a Rotonda



Il 19 Marzo in alcune contrade al confine tra Mormanno e Rotonda era tradizione realizzare “u Mmito” (l’invito) un grande convivio in onore di San Giuseppe. Gli organizzatori nei giorni precedenti passavano di casa in casa ad invitare gli ospiti e a raccogliere le offerte necessarie per il vitto. Le offerte consistevano in: farina, uova, fagioli, ceci, pesce secco, vino, pane, patate. Alcune donne, giorni prima, impastavano a mano farina e uova per realizzare i tradizionali “Tagghioline” di San Giuseppe”. 

Il giorno della festa, a cominciare da mezzogiorno fino a sera, la gente si sedeva a turno nei piccoli spazi messi a disposizione da una delle famiglie degli organizzatori, e dopo una breve preghiera al Santo consumava un pasto realizzato con quanto si era raccolto: 

Mischiglio di fasule con olio e zafarano pisato
Tagghioline i San Giuseppe chi cicere
Frittata o Frittata cu zafarane crusche o uovo cotto o spuma di patane
Sarache o alici sotto sale di Scalea o baccalà. 

All’imbrunire si accendeva un grande falò con le potature degli alberi e le fascine di ginestra. La festa si concludeva a notte inoltrata con danze al ritmo di musica tradizionale.

Purtroppo negli ultimi anni l’antica tradizione de “u’Mmito”, simbolo della generosità e del senso di ospitalità delle genti del Pollino, è andata perduta.

sabato 17 marzo 2018

La filastrocca di Nonna Pina

Era il 2009 quando mia nonna mi fece conoscere questa semplice filastrocca. Non ricordo in quale contesto, forse la stava recitando a mio nipote. Da allora conservavo l’appunto nel mio telefono. Non so da dove venga, non ho idea chi gliel’abbia trasmessa. Ma la parola “signoria” e il concetto dello “studente” accidioso affondano in una cultura contadina di inizio XX secolo,  quando la divisione in classe era sentita e solo i figli della borghesia ricca potevano permettersi di oziare. 

Un’ora dorme il gallo
Due ore dorme il cavallo
Tre ore dorme l'elefante
Quattro ore dorme il viaggiante
Cinque ore dorme lo studente
Sei ore dorme tutta la gente
Sette ore dorme la signoria
Otto ore dorme la poltroneria

lunedì 5 marzo 2018

Menù di guerra a Campotenese

Come ogni anno, il 9 marzo, riproponiamo il nostro itinerario sui campi delle battaglie Napoleoniche nel Pollino.

Grazie all'aiuto del dott. Paolo Foramitti, studioso del periodo napoleonico abbiamo inserito anche una cena con "menù di guerra" presso l'Osteria del Vicolo a Mormanno.  

Non è facile ricostruire quale poteva essere la base dell'alimentazione delle truppe due secoli dopo la scoperta dell'America che però non aveva visto ancora la totale diffusione su tutto il territorio europeo delle colture di origine americana: mais, fagiolo, peperone, patata, ecc...
Le difficoltà inoltre sono rappresentate anche dalla mancanza di fonti che possano darci informazioni sulla carenza e disponibilità di derrate alimentari in funzione dal periodo stagionale, dell'andamento climatico, dalle crisi economiche e sociali provocate dalle guerre stesse, dalle difficoltà dei trasporti con i mezzi di inizio XIX sec. 
Così come è possibile che la guerra stessa, grazie allo spostamento di persone e merci, abbia favorito la diffusione di semi, alimenti e informazioni enogastronomiche (come le chiamiamo adesso) nei paesi in conflitto.
Ne parleremo camminando e mangiando. 





"Non importa chi ha vinto o perso, se era giusto o sbagliato, se si è contrari o favorevoli ad una della parti coinvolte. E' accaduto, e ora c'è un'oppurtunità di conoscerlo meglio, sui luoghi stessi dove è avvenuto" Paolo Foramitti

Associazione Viaggiare nel Pollino
Osteria del Vicolo - Mormanno
Con la collaborazione del dott. Paolo Foramitti de ”Le Souvenir Napoléonien”

La Battaglia di Campotenese: Borboni, Napoleonici e Briganti.


Escursione guidata nei luoghi della Battaglia di Campotenese del 1806, la battaglia che ha cambiato le sorti del Sud Italia durante le guerre napoleoniche

Informazioni e prenotazioni
Giuseppe Cosenza Guida Escursionistica LAGAP
mail: guida@viaggiarenelpollino.
it
telefono: 347.2631462

Osteria del Vicolo - Mormanno
mail: osteriadelvicolo@gmail.com
telefono: 3281786907



ESCURSIONE CON GIUSEPPE COSENZA
Ore 14:30
Appuntamento in Piazza Vittorio Emanuele Rotonda. Spostamento in auto a Campotenese nei luoghi della Battaglia seguendo l'itinerario percorso dagli eserciti.

Escursione ai luoghi della Battaglia Napoleonica del 1806. La Valle di San Martino, la "via dei francesi", il Fortino Borbonico, l'Altopiano di Campotenese, il Valico delle Teste.

Spostamento a Mormanno

Visita al Ponte "francese" di Mormanno

Cena "Napoleonica" all'Osteria del Vicolo a Mormanno a base di piatti e prodotti diffusi agli inzizi del XIX secolo nel Sud Italia e che dovevano essere alla base dell'alimentazione delle truppe.

MENU' DI GUERRA ALL'OSTERIA DEL VICOLO

ANTIPASTO
Zuppa di Cipolla Bianca
Bruschetta con Lardo

PRIMO
Vermicelli con Lenticchie

SECONDO
Bollito di Vitello con Fagioli

DOLCE
Frittelle di Mela
Moscato (solo per gli ufficiali)
Pane di munizione
Vino


Maggiori informazioni Itinerari napoleonici

sabato 3 marzo 2018

Cercatore di alberi: Pini Loricati a Laino Borgo!

Un po’ di tempo fa lungo una strada di campagna in località Provolazzo (il nome una garanzia...) di Laino Borgo a quota 700 m slm, ho notato dei pini che dall’aspetto sembravano essere dei giovani Pini loricati.
In effetti si tratta di tre pini, di massimo 15-20 anni di età. Uno è certamente un Pino nero (Pinus nigra ssp J.F.Arnold, 1785) gli altri presentano i caratteri giovanili del Pino Loricato (Pinus heldreichii H.Christ, 1863, più conosciuto come Pinus leucodermis Antoine, 1864).
 

Questi sarebbero gli unici Pini Loricati, presenti nel comune di Laino Borgo (CS), che spostano verso Ovest l'areale di questa specie nel settore settentrionale del Pollino. Ma non escludo che potrebbero essercene altri nell'area circostante.
Pino loricato (Pinus heldreichii Christ), circondato da Erica


La tipica pelle bianca del Pino loricato (Pinus heldreichii Christ)


Pino loricato (Pinus heldreichii Christ)
Da dove vengono? 

I Pinus nigra spontanei più vicini sono sui costoni rocciosi della Valle dell’Argentino e di Serra del Prete. Quindi più probabilmente il seme è arrivato sin qui da qualcuno dei tanti rimboschimenti presenti in zona.
Pinus nigra
Il Pino nero (Pinus nigra)
Apparentemente più complesso, capire la provenienza del Pino Loricato. I più vicini dovrebbero essere quelli che sono sul complesso Zaccana-Spina e il più vicino che io ho abbia visto è in località Prestieri al confine tra Lauria e Castelluccio Superiore. In linea d'aria sono circa 5 km di distanza, "sbarrati" però da Monte Fossino e Monte Palazzo.
Esemplare "adulto" di Pino loricato vicino a Prestieri
C'è da dire anche che ci sono numerosi giovani pini sui rilievi tra Galdo e la Melara e andrebbe verificato se tra questi ci siano anche dei Pini loricati. 

Chiedersi come siano arrivati fino a qui, però, è una domanda fuorviante. È più corretto chiedersi: "come mai delle migliaia di semi che le correnti aeree hanno disperso tutto intorno al nucleo di origine, proprio qui hanno germinato e si sono sviluppati con successo?"
 
Un giovane pino loricato produce migliaia di semi che moltiplicati per le centinaia di pini presenti sul monte La Spina e Zaccana, sono un numero immenso che vengono dispersi dalle forti correnti aeree per chilometri e chilometri tutto intorno. Basta salire sul Monte La Spina per rendersi conto della potenza dei venti e delle correnti termiche che si sviluppano su questi rilievi.


Il suolo dove si sono insediati è proprio quello tipico dei popolamenti giovani di Pino Loricato:  roccia calcarea frammentata (provalazzo appunto!), molto drenata con scarsa o zero presenza di lettiera. Il climax ideale di questa zona è il bosco deciduo a querce, ma in questo punto il suolo è estremamente inospitale, povero, esposto e quindi facilmente erodibile dalle piogge: molto simile ad esempio ai terreni che si incontrano salendo sul Pollinello. In quel punto è evidente anche una  precedente attività umana di scavo. Quindi non sono assolutamente nel posto sbagliato.

La mia esperienza mi porta a dire che il Pino Loricato è una specie vivace e vitale, addirittura in espansione anche fuori dall'areale "ufficiale". Si insedia nei terreni di matrice calcarea poveri e spogli e/o degradati dall'attività umana, e lì resta finchè la successione ecologica lo rimpiazza o lo bruciano gli incendi come quelli che hanno devastato la Valle del Lao nel 2017.
 
Gli esemplari giovani e le formazioni boschive giovanili di Pino Loricato ci offrono una grande opportunità di studio della biologia, ecologia e fitogeografia di questa specie ma anche  sulla storia della nostra civiltà e sui cambiamenti climatici tanto o forse più dei loro antenati millenari a quota 2000.

Laino Borgo può aggiungere il pino loricato al suo piccolo tesoro di interessanti specie rare: Lontra, Salamandrina dagli occhiali, Capriolo autoctono, Scoiattolo meridionale, Saettone occhi rossi.

Chiamerò questi due pini "Biagio" e "Longo", in omaggio al botanico di levatura internazionale nato a Laino Borgo, poco conosciuto in patria, che usò per primo il termine Pino Loricato.



Cliccate su questo link per sapere cos'è un Pino Loricato
Se volete fare i "Cercatori di Patriarchi" 
 
 



mercoledì 14 febbraio 2018

Darwin Day international

Il 24 febbraio Celebriamo il Darwin Day, l'evento dedicato a Charles Darwin, nel Parco Nazionale del Pollino.
Abbiamo scelto di parlare di Scoiattolo meridionale perchè tra i tanti argomenti, è stato ritenuto interessante dagli amici dell'associazione "Ricomincio da Tre"di Castelluccio Inferiore (PZ) che gestiscono la Biblioteca Comunale.

Ecco il tema:


Darwin Day: la scoperta dello scoiattolo meridionale (Sciurus meridionalis, Lucifero 1907)

L’evoluzione dello scoiattolo meridionale
Come e perchè “nasce” una specie nuova nel meridione d’Italia.
Come e perchè è stata “scoperta” solo adesso.
Come e perchè è già in pericolo di estinzione

Il tema è simile all'evento tenutosi a San Severino Lucano (PZ) con l'Associazione "Lupi del Pollino" ma rispetto a quella serata ci rivolgiamo ad un pubblico meno "addetto ai lavori" e cercheremo di raccontare le connessioni con il pensiero e le teorie del grande naturalista Charles Darwin.


Per saperne di più, leggete in nostro articolo sulla "Scoperta dello scoiattolo meridionale"

sabato 3 febbraio 2018

La Foresta che Cammina di Rocco Perrone

Siamo nella stagione dei carnevali. 
Approfitto quindi di riproporre sul mio blog la recensione  del 2014 di Rocco Perrone alla cineistallazione di "Alberi" di Michelangelo Frammartino ispirata alla figura del "Rumit" di Satriano di Lucania (PZ).

L'auspicio è che questa opera non finisca, insieme al mio "lavoro" per promuoverlo, nel dimenticatoio  ma che venga realizzata una proiezione permanente in qualche località della Basilicata.
il Rumit durante il carnevale

"Alberi a Milano. Il racconto di Rocco Perrone
Venerdì 29 Novembre nel Teatro Manzoni di Milano si è vista, sentita e assaporata la Basilicata. “Alberi”, la cineinstallazione di Michelangelo Frammartino, dopo essere stata al MoMA di New York, con successo di critica sia in Italia (ne parla Anselma Dell'Olio in questa intervista) che all'estero (con la cover dell'inserto Arts del New York Times), e al CPH:DOX di Copenhagen, ha inaugurato il Film Maker Festival che nel 1997 produsse un'installazione del regista, come lui stesso racconta in questa intervista. “Verde, verde e ancora verde” è l'attacco dell'articolo di Barbara Casavecchia che su Repubblica.it descrive molto bene quello che si vede e si sente durante la proiezione. Io sono presente a questa inaugurazione in rappresentanza del carnevale di Satriano, paese in provincia di Potenza dove sono nato e dove vivo, che ha “prestato” una delle sue maschere tipiche, u rumit, alla creatività di Frammartino. Non ho lo sguardo tecnico dell'addetto ai lavori anche se Leporace, direttore della Lucana Film Commission, in questo post su FB, mi definisce un attore!
Bè, in realtà durante le riprese non ho fatto altro che trasformarmi in rumit con l'edera addosso, come me altre cento persone. All'entrata, prima di entrare in sala, un televisore enorme passa i credits: ci sono tutti, nessuno escluso. Lo so perché c'ero durante le riprese e ho letto tutti i nomi.

Ci sono i ringraziamenti speciali a Donato Perrone (simbolo vivente del carnevale), Carmine Pascale (instancabile realizzatore di rumit) e Rocco Cavallo dell'amministrazione di Satriano. Come ci sono quelli per i tree men di Armento e Satriano. 

C'è anche un pensiero per Giuseppe Cosenza, una guida del Parco del Pollino, che per primo descrisse il rito a Frammartino. 

Piccoli, grandi gesti di riconoscenza.

La mia personale impressione è ovviamente condizionata dall'emozione di vedere i nostri rumit su quello schermo gigantesco, sentire il rumore dell'edera che viene strappata dagli alberi, riconoscere i miei piedi in mezzo agli altri uomini albero o l'inconfondibile incedere della camminata del mio amico Massimo. L'ho guardato per cinque volte. Quei venti minuti di suoni e colori avvolgenti sono il manifesto del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano e, perchè no, di tutta la Basilicata. Uno spot formidabile anche per il carnevale di Satriano.
E io sono qui per questo, per parlare della Foresta che cammina che abbiamo intenzione di organizzare il primo marzo 2014. La risposta di Satriano ad “Alberi”, come mi ha detto Frammartino. Il programma è già pronto e potete consultarlo qui. L'idea è proprio quella di vestire cento rumit, che una volta all'anno lanciano un messaggio ecologista, dando la possibilità a chiunque ne faccia richiesta di diventare uomo albero per un giorno per vivere la sensazione mistica e fisicamente molto provante di “indossare” la natura. All'inaugurazione del Film Maker Festival di Milano ho avuto l'opportunità di spiegare ai presenti quello che sta succedendo a Satriano.
Le nuove generazioni si stanno riappropriando del rito dopo averlo messo in gioco, grazie a Frammartino, rompendo alcuni schemi mentali come: vedere per la prima volta tutti insieme quel numero di rumit, portarli in un altro paese (ad Armento dove è stato girato il video) e in un altro periodo dell'anno lontano dal carnevale. All'improvviso ci siamo resi conto della bellezza e della forza simbolica della nostra maschera. È stato necessario guardarla da un altro punto di vista e per questo siamo grati ad “Alberi”. Il valore dell'opera è fuori discussione. All'uscita dalla proiezione commenti positivi ed entusiastici per tutto quello che l'installazione riesce a suscitare e per gli interrogativi che pone nel modo di interpretare il cinema.
Probabilmente verrà presentata in altre parti del Mondo. Il rumit continuerà a “rompere lo schermo” ma il successo più grande noi satrianesi l'abbiamo già avuto: ci siamo svegliati e siamo orgogliosi che un'opera d'arte contemporanea stia influenzando la nostra tradizione. Ora.
Rocco Perrone"

Il Rumit ospite alla Quercia di Licari

martedì 9 gennaio 2018

L'essenza della Basilicata: Pollino e Matera

Dai paesaggi alpini del Pollino con i Pini Loricati millenari e le faggete vetuste, attraversando le colline calanchive e aride del Materano fino alla splendida Citta dei Sassi guidati da Giuseppe Cosenza.

La Serra delle Ciavole: il Cimitero dei Pachidermi
Sicuramente la più bella escursione per l’estensione del panorama e l’unicità dei paesaggi. Una escursione unica, arricchita dal fascino dei Piani di Pollino che bisogna attraversare godendone l’intera spazialità.

Le Faggete della Coppola di Paola
Forse la faggeta più bella del Pollino di recente riconosciuta come patrimonio dell’Unesco. Si attraversano selvaggi lembi di faggete vetuste, che non hanno subito negli ultimi due secoli tagli forestali, camminando su un percorso libero senza vedere mai il cielo, con a terra faggi schiantati e lasciati al loro naturale destino. In vetta si vedono panorami sconfinati. 

Timpa di Pietrasasso e Timpa delle Murge
Una escursione tra antiche colate laviche sottomarine poi emerse che, dopo milioni di anni, conservano il loro aspetto originale. Il paesaggio, punteggiato di agrifogli e cerri, presenta caratteri peculiari rispetto al resto del Massiccio del Pollino.
Al termine visita a San Costantino Albanese e al Laboratorio di Zampogne e strumenti tradizionali

Aliano
Cittadina famosa per aver ospitato i fatti narrati nel libro “Cristo si è fermato a Eboli” da Carlo Levi. Ci si inoltra per un percorso che attraversa il paesaggio semidesertico dei calanchi, formazioni argillose dovute all’azione estreme della pioggia e della siccità. Nel centro storico si visiterà il museo dedicato a Carlo Levi.


Craco e Parco dei Calanchi
Visita guidata a Craco, il famoso paese abbandonato negli anni 80 a causa di una grossa frana: Il centro storico è oggetto di grande interesse cinematografico come location per film e spot pubblicitari.
Escursione nel Parco dei Calanchi fino a Timpa Petrolla.


Matera e La Murgia Materana
Visita guidata ai Sassi di Matera. Patrimonio dell’Unesco e Capitale della Cultura nel 2019 è in assoluto una delle più belle testimonianze di civiltà rupestre in Italia, che senza soluzione di continuità per millenni ha utilizzato cavità scavate nella roccia come abitazioni e luoghi di culto fino agli anni ‘50.
Aggiungi didascalia
Escursione nella gravina di Matera immersi nella vegetazione mediterranea con soste nelle fresche grotte scavate nella roccia, fino a Murgia Timone dove si può godere un fantastico panorama completo sulla città.

Vi aspettiamo. Scriveteci per una Basilicata tutta per voi, intensa e indimenticabile.  guida@viaggiarenelpollino.it