lunedì 16 marzo 2015

C'era una volta "U'Mito"

Il 19 Marzo in alcune contrade al confine tra Mormanno e Rotonda era tradizione realizzare un grande convivio in onore di San Giuseppe. Gli organizzatori nei giorni precedenti passavano di casa in casa ad invitare gli ospiti e a raccogliere le offerte necessarie per il vitto. Le offerte consistevano in: farina, uova, fagioli, ceci, pesce secco, vino, pane, patate. Alcune donne, giorni prima, impastavano a mano farina e uova per realizzare i tradizionali “Tagliolini di San Giuseppe”. Il giorno della festa, a cominciare da mezzogiorno fino a sera, la gente si sedeva a turno nei piccoli spazi messi a disposizione da una delle famiglie degli organizzatori, e dopo una breve preghiera al Santo consumava un pasto realizzato con quanto si era raccolto: Mischiglio di fasule con olio e zafarano pisato Tagghioline i San Giuseppe chi cicere Frittata o Frittata cu zafarane crusche o uovo cotto o spuma di patane Sarache o alici sotto sale di Scalea o baccalà. All’imbrunire si accendeva un grande falò con le potature degli alberi e le fascine di ginestra. La festa si concludeva a notte inoltrata con danze al ritmo di musica tradizionale. Purtroppo negli ultimi anni l’antica tradizione de “u’Mito” (l’invito), simbolo della generosità e del senso di ospitalità delle genti del Pollino, è andata perduta.

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