sabato 28 febbraio 2015

Non il solito té

Durante l'inverno, mi trasformo in un'accanita consumatrice di tè, tisane e infusi. 

Nella mia collezione personale di erbe essiccate autoprodotte non possono mai mancare il tiglio, la melissa, la camomilla, la calendula,la lavanda...

Un paio d'anni fa un caro amico mi raccontava di specie di tè che aveva bevuto durante un viaggio in Albania. La bevanda era ottenuta ponendo in infusione le foglie di una pianta comune nella penisola balcanica, la Sideritis (Sideritis syriaca, nota anche come stregonia). 


La Sideritis è nota per le sue proprietà digestive e battericide. Oltre a essere un ottimo digestivo, l'infuso pare essere un buon rimedio per la gastrite. 

Vista la notevole somiglianza tra l'ambiente balcanico e il nostro tratto di Appennino, mi sono detta: "perchè non cercarla sotto casa?"

Dopo aver effettuato qualche ricerca su internet, per identificarla a colpo sicuro, scopro che la pianta non solo è molto comune sul Massiccio del Pollino, ma che i pastori del luogo la conoscono per un uso molto diverso da quello che ha destato la mia curiosità. Il nome comune è "erva o taglio" , perché veniva usata per tamponare piccoli tagli appunto. La pianta ha anche potere emostatico, anche se questa proprietà non è descritta (o, meglio, io non trovato pubblicazioni in merito).

È il luglio 2013 e inizia la mia attività perlustrativa in quota, munita di un sacco di tela e di un paio di forbici.
Enzo (amico "dipendente" dalle tazze fumanti) mi accompagna. Va cercando timo serpillo, ma alla fine si converte alla sideritis pure lui. 
Riconosco  subito i piccoli arbusti  con le loro foglie cotonose (coperte da un fitta peluria) quasi argentate e le infiorescenze giallo ocra. La stregonia è nel periodo di massima fioritura. Predilige i luoghi più impervi e sassosi ed è proprio lì che affonda le sue radici fortissime.  Raccolgo dalla base qualche foglia e le infiorescenze. Ne raccolgo non più di quanta ne possiamo consumare in un inverno. La lascio essiccare all'ombra. La conservo in vasi di vetro, riposti al buio e al fresco.
Durante l'inverno Peppe porta a casa qualche esemplare con le sue radici. L'abbiamo piantata e ha attecchito bene. 
Dopo due anni il nostro té cresce rigoglioso nell'orto.

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